Di Luca Franceschi
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I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni bilancio, finanze e attività produttive di Camera e Senato hanno espresso dura critica nei confronti della decisione del Governo Meloni sul taglio delle accise ai carburanti.
Secondo i rappresentanti pentastellati, l’antifona si era abbondantemente capita. Il taglio delle accise appena deciso dal Governo Meloni rappresenta il nulla mischiato al niente.
Riconoscere solo 17 centesimi di sconto, solo sul gasolio e solo fino al 6 agosto è una presa per i fondelli degli italiani. I prezzi dei carburanti resteranno in zona 2 euro, comunque molto più alti della fase pre Hormuz, quando gasolio e benzina segnavano 1,65/1,70 euro al litro.
Secondo il M5S, il Paese si trova con un ministro dell’economia che, alla ricerca del decimale perduto di deficit, sta stringendo sempre di più una camicia di forza intorno al Paese.
I parlamentari grillini sostengono che servono interventi molto più consistenti per le fasce deboli e il ceto medio. È necessario tassare davvero gli extraprofitti che tanti settori hanno messo a segno in questi anni di crisi ripetute e pagate sempre dai soliti noti.
La provocazione finale è rivolta direttamente alla Premier: Meloni torni alla pompa di benzina a girare video dal titolo “più accise per tutti”.
