(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Apprendo con non poco sconcerto della sentenza ideologica, l’ennesima, emessa in materia di immigrazione clandestina. Un pluripregiudicato algerino con 23 condanne a suo carico si trovava nel CPR albanese di Gjader per essere espulso e quindi rimpatriato, è stato ‘graziato’ dal giudice Corrado Bile, già noto per sentenze pro-migranti e contro lo Stato italiano, che ha addirittura condannato in Ministero dell’Interno a risarcirlo con 700 euro.
La sentenza, che si appiglia ad un vizio procedurale, è volta ad entrare a gamba tesa nel dibattito politico a pochi giorni dal referendum per la riforma della giustizia. E così, a causa di un magistrato palesemente esposto e ideologizzato, lo Stato si trova a dover pagare un profilo criminale che si è macchiato di reati deprecabili, 23 condanne, 11 detenzioni, svariati arresti ed espulsioni mai eseguite per reati contro la persona e il patrimonio, furto aggravato, spaccio di droga, rapina e lesioni anche su donne.
Per una certa magistratura chi delinque deve anche essere risarcito. Fortunatamente, grazie alla riforma oggetto del referendum il Governo Meloni riuscirà ad arginare lo strapotere delle correnti e l’impunità di chi emette sentenze a fini politici ed ideologici”.
