Di Luca Franceschi
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Durante la pandemia di Covid-19, il governo Conte II non ha garantito la dovuta trasparenza nelle decisioni adottate. Per questo motivo, ha subito una condanna da parte del Tribunale amministrativo regionale. Si tratta di un fatto di notevole gravità, come confermato oggi durante l’audizione in commissione Covid di Galeazzo Bignami, attuale presidente dei deputati di Fratelli d’Italia.
Nel 2020, Bignami venne a conoscenza dell’esistenza di un piano pandemico tenuto nascosto perché ritenuto “troppo drammatico”. Questa informazione era stata divulgata in un’intervista rilasciata da Andrea Urbani, direttore generale del Ministero della Salute. A quel punto, il parlamentare chiese ufficialmente al Ministero della Salute di poter accedere a questo documento classificato come segreto.
Il Ministero della Salute rispose negando categoricamente l’esistenza del piano pandemico. Di fronte a questo rifiuto, Bignami decise di ricorrere al Tar, vincendo la causa. Solo dopo la sentenza del Tribunale, il Ministero fu costretto a fornire il documento precedentemente negato.
Emerge dunque che il Ministero della Salute, allora guidato da Roberto Speranza, ha mentito agli italiani e non ha rispettato l’obbligo istituzionale di trasparenza nelle comunicazioni pubbliche. La condanna del Tribunale è la conferma ufficiale di questa mancanza grave di correttezza amministrativa.
In merito a quanto accaduto durante l’audizione, va sottolineato che le forze di opposizione hanno disertato l’evento, probabilmente per evitare di confrontarsi con questi sviluppi significativi relativi alla gestione della pandemia da parte del governo precedente, sui quali gli italiani meritano chiarezza completa.
