Di Luca Franceschi
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Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vice presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, esprime forti critiche nei confronti della decisione della Procura di processare altri sei carabinieri nel caso Ramy. Secondo l’ex vice sindaco delle giunte di centrodestra milanesi, tale scelta rappresenterebbe un atteggiamento ingiusto e scorretto da parte della magistratura.
De Corato sostiene che la magistratura dimostri un duplice standard nei confronti delle Forze dell’Ordine, che definisce come servitori dello Stato. A suo giudizio, gli elementi per processare i sei carabinieri non sarebbero sufficienti, soprattutto considerando l’esito negativo della perizia commissionata dalla Procura di Milano riguardante il contatto tra la Gazzella e il T-max.
Il deputato evidenzia che nella serata conclusasi in via Ripamonti, gli uomini dell’Arma avrebbero semplicemente svolto il loro encomiabile dovere inseguendo il T-max che non si era fermato all’alt dei carabinieri. De Corato afferma di rimanere basito e senza parole di fronte a questa vicenda.
Il parlamentare richiama inoltre l’attenzione sul profilo di Fares, il conducente dello scooter durante la fuga avvenuta nel novembre 2024. Secondo quanto riferito, Fares è stato recentemente arrestato con l’accusa di furto di una moto nella zona di City Life. Il soggetto in questione vanta una precedente condanna a due anni e otto mesi per resistenza a pubblico ufficiale, sentenza confermata nonostante il ricorso presentato dai suoi legali.
De Corato sottolinea inoltre che nella sera dell’incidente del novembre 2024, Fares Bouzidi è stato trovato in possesso di mille euro in contanti, una catenina d’oro spezzata, un coltello a serramanico e una bomboletta spray al peperoncino, con il sospetto che potesse anche avere un passamontagna nascosto sotto al casco.
