News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONMIX

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: MENOPAUSA 2, POLITICHE SANITARIE EUROPEE, STOP AI POSTI LETTO»

Scritto da
12.17 - giovedì 12 marzo 2026

Di Luca Franceschi
///

Mozioni di Gruppo verde e Vita.

In Consiglio provinciale a Bolzano è proseguita questa mattina la trattazione, iniziata ieri, della mozione n. 385/26 “Menopausa: serve maggiore consapevolezza!”.

Il testo, presentato da Brigitte Foppa con Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler il 20/02/2026, chiedeva di incaricare la Giunta di rilevare dati sulla condizione delle donne in menopausa in Alto Adige rispetto al mercato del lavoro, alle discriminazioni e allo stato di salute.

Prevedeva inoltre l’istituzione, presso l’Azienda sanitaria, di uno sportello di assistenza per consulenze e trattamenti dei disagi legati alla menopausa.

Domandava poi la convocazione di una commissione di esperte ed esperti (ginecologia, neurologia, diritto del lavoro) per linee guida concrete per i luoghi di lavoro a sostegno delle lavoratrici in menopausa.

Proponeva una campagna informativa per superare i tabù sulla menopausa nella società e nei luoghi di lavoro, con misure di formazione e aggiornamento rivolte a datori e datrici di lavoro e ai responsabili del personale.

Infine sollecitava l’avvio, nella formazione e nell’aggiornamento medico-infermieristico, di corsi sul tema per il personale dell’Azienda sanitaria.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha apprezzato i numerosi interventi di consiglieri uomini, sottolineando che il tema riguarda tutti.

Ha ricordato l’intervista dell’atleta Dorothea Wierer, che aveva spiegato la prestazione non ottimale in una gara olimpica a causa del ciclo, e i commenti che avevano liquidato la spiegazione come scusa o argomento di cui non parlare.

Ha ribadito la necessità di sensibilizzare e informare su ciclo e menopausa con rispetto, aggiungendo che non servono uomini che dicano alle donne quali sono i loro problemi.

Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha invitato a non rappresentare le donne come vittime o persone con problemi, ma come individui forti e capaci.

Ha riconosciuto che ciclo e menopausa fanno parte della vita delle donne e che i ritmi odierni spesso non consentono di seguire ritmi naturali, per cui una sensibilizzazione è opportuna.

Ha indicato anche un approccio olistico, non solo medico, dichiarandosi favorevole alla trattazione del tema ma non a una narrazione vittimistica.

L’assessore Hubert Messner ha apprezzato la discussione e la partecipazione maschile, ricordando che la menopausa riguarda un ambito fondamentale della salute femminile e che servono sensibilizzazione, informazione, accompagnamento medico e olistico.

Sulle proposte, ha osservato che la letteratura scientifica è già molto ampia e che i dati sono in gran parte utilizzabili anche per l’Alto Adige, per cui studi ad hoc per un territorio piccolo sarebbero uno spreco di risorse.

Ha spiegato che tutti i reparti di ginecologia dell’Azienda sanitaria svolgono già il ruolo di centri di consulenza per donne in menopausa, così come i distretti e il Reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Bolzano che se ne occupa specificamente.

In merito alle linee guida per i luoghi di lavoro, ha ritenuto necessario chiarire la cornice giuridica per renderle realmente utili, mentre ha accolto con favore la proposta di una campagna informativa trasversale e interdisciplinare.

Ha aggiunto che i corsi per il personale sanitario sono già una possibilità nell’Azienda sanitaria.

Brigitte Foppa ha apprezzato l’apertura sul punto relativo alla campagna informativa e ha espresso rammarico per l’assenza dell’assessora al lavoro, dato che la proposta riguardava soprattutto questo ambito.

Ha segnalato episodi di ridicolizzazione legati al tema, affermando la necessità di smettere con stereotipi e ironie.

Sven Knoll ha replicato alle critiche e assicurato che il suo gruppo sostiene la mozione.

Della mozione, votata per parti separate, è stato approvato soltanto il punto 4 sulla campagna informativa, all’unanimità con 33 voti favorevoli.

Respinte le premesse con 15 sì e 17 no, il punto 1 con 15 sì e 18 no, il punto 2 con 14 sì, 18 no e 1 astensione, il punto 3 e il punto 5 ciascuno con 14 sì, 18 no e 1 astensione.

Renate Holzeisen (Vita) ha poi presentato la mozione n. 386/26: “Chi determina le politiche sanitarie europee, italiane e quindi anche quelle altoatesine? La recente pubblicazione dei contenuti degli Epstein Files richiede un chiarimento immediato e misure correttive sostanziali”.

La proposta, presentata dalla consigliera il 20/02/2026, chiedeva di obbligare il Presidente della Provincia a sollecitare la Presidente del Consiglio dei ministri a convocare senza indugio, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 400 del 23/08/1988, la Conferenza permanente Stato-Regioni e Province autonome.

Gli obiettivi indicati erano due: valutare con urgenza le conseguenze di una presunta appropriazione indebita della politica sanitaria europea, italiana e altoatesina da parte di una “banda criminale”, e sottoporre a revisione, tramite una commissione d’inchiesta con Regioni, Province autonome ed esperti indipendenti, le misure adottate in Italia in materia sanitaria, in particolare quelle favorevoli a produttori e investitori nel settore dei vaccini e delle pandemie, per verificarne l’effettivo rapporto costi-benefici per la popolazione sulla base di dati scientifici.

Nelle premesse, la consigliera ha sostenuto che la politica sanitaria sia da tempo fortemente condizionata da soggetti privati e presunti filantropi, e che molte comunicazioni istituzionali equivalgano a campagne di relazioni pubbliche prive di reale evidenza scientifica.

Ha richiamato gli “Epstein Files”, sostenendo che Jeffrey Epstein, in collaborazione con Bill Gates e con il coinvolgimento di OMS, Banca Mondiale, banche d’investimento e il Pentagono (DARPA), avrebbe definito e pianificato da anni le pandemie come “business”, con l’OMS – di cui la Fondazione Gates è tra i principali finanziatori – in un ruolo determinante.

Secondo la consigliera, ciò avrebbe generato una manipolazione globale, con ricadute anche in Alto Adige, da cui occorre emanciparsi.

Franz Ploner (Team K) ha risposto al quesito del titolo chiarendo che l’Unione europea definisce un quadro strategico, ma la responsabilità operativa è degli Stati.

La Commissione europea propone le leggi, mentre il Consiglio decide con i ministeri della salute, e anche le agenzie hanno un ruolo importante.

A livello nazionale la competenza è dello Stato, che fissa le condizioni quadro e i LEA da garantire a tutti i cittadini, mentre Regioni e Province autonome decidono sull’attuazione e la distribuzione, per cui non si può dire che “decidano tutti gli altri”.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiesto se nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni si possano convocare commissioni d’inchiesta.

Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha spiegato che a quel livello non esistono commissioni d’inchiesta e che la Conferenza rilascia pareri non vincolanti, con l’intesa prevista solo in pochi casi.

In quella sede vengono invitati i ministri per fornire informazioni sui progetti di legge.

Ha auspicato che le autorità competenti accertino ogni reato legato a Epstein e ad altri, pur rilevando che la pubblicazione dei dati su reati così gravi non è completa, e ha respinto teorie complottiste e collegamenti arbitrari, ricordando che spetterà eventualmente ai tribunali decidere.

Holzeisen ha replicato sostenendo che la Commissione europea esercita competenze che dovrebbero essere degli Stati membri, trasferite anche con il voto dell’europarlamentare altoatesino Dorfmann.

Ha denunciato un conflitto di interessi che coinvolgerebbe la presidente von der Leyen, il cui marito collaborerebbe con il settore farmaceutico statunitense, e ha affermato che durante la pandemia sarebbero stati distribuiti farmaci qualificati dagli stessi produttori come terapie geniche.

Ha sostenuto che la Conferenza Stato-Regioni abbia piena competenza e che il piano vaccinale rifletterebbe interessi di una “banda criminale”, chiedendo il voto nominale affinché ogni consigliere si assumesse la responsabilità della decisione.

Intervenendo per fatto personale, il presidente Kompatscher ha respinto l’accusa di fornire informazioni false, precisando di avere risposto a una domanda concreta e ribadendo l’inesistenza di commissioni d’inchiesta in quella sede, invitando inoltre a evitare offese ai consiglieri.

Holzeisen ha controreplicato sostenendo che il presidente avrebbe dichiarato che la Conferenza non può essere convocata su temi specifici.

La mozione è stata respinta.

Le premesse hanno ottenuto 3 sì, 24 no e 5 astensioni, il punto 1 ha avuto 5 sì, 24 no e 1 astensione, il punto 2 ha registrato 7 sì, 24 no e 1 astensione.

Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha quindi presentato la mozione n. 387/26: “Stop ai posti letto: in Alto Adige è più che mai necessario limitare il turismo in modo vincolante e trasparente”, cofirmata da Foppa e Oberkofler il 20/02/2026.

La proposta chiedeva alla Giunta di acquisire, prima di decidere sui “comuni economicamente depressi e a rischio di spopolamento”, il parere della commissione legislativa competente per l’urbanistica e di quella competente per il turismo.

Chiedeva inoltre di modificare il DPP n. 25/2022 affinché la Giunta raccolga i pareri di entrambe le commissioni prima di deliberare su criteri e modalità per l’assegnazione dei posti letto a livello provinciale.

Domandava di non modificare l’art. 3, comma 4, lettera c del DPP n. 25/2022.

Prevedeva la creazione, entro il 2026, di una banca dati provinciale accessibile al pubblico per registrare i posti letto del contingente anticipato a livello comunale, così da garantire il rispetto del termine di compensazione previsto dall’art. 10, comma 2, del DPP n. 25/2022.

Sollecitava di fissare un limite massimo di 150 posti letto per zona e non per esercizio, a sostegno delle strutture a conduzione familiare ed evitando di ripartire una stessa zona fra più esercizi.

Infine chiedeva di incaricare Astat di effettuare, a campione, un confronto incrociato dei dati per il 2026 e il 2025, verificando la corrispondenza tra i posti letto per ospiti sopra i 14 anni dichiarati e il numero effettivo di ospiti giornalieri registrati, con la messa a disposizione dei risultati ai Comuni per rafforzare i controlli.

Nelle premesse, la consigliera ha riportato che nel 2025 il turismo in Alto Adige ha registrato nuovi record: oltre 38 milioni di pernottamenti, quasi il 3% in più rispetto al 2024, e 9 milioni di arrivi, con un incremento del 3,6%.

La provincia disporrebbe ora di 261.574 posti letto, quasi 30.000 in più rispetto a tre anni prima, quando fu proposto lo “stop ai posti letto” e i posti erano 232.186.

Ha aggiunto che la nuova versione dell’articolo atteso nella legge 111/22 ha eliminato la definizione e l’introduzione di un limite massimo di posti letto, riducendo la norma a una rilevazione puramente statistica dei posti per ospiti sopra i 14 anni, con il rinvio a future disposizioni attuative per ogni eventuale limite.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha affermato che, invece di uno stop, si è verificata un’accelerazione.

A suo avviso sarebbe bastato vietare le nuove costruzioni nel verde agricolo, poiché la popolazione ha la sensazione che gli impresari possano costruire mentre i cittadini comuni no, e che la politica abbia incentivato la creazione di ulteriori posti letto.

Ha concluso sostenendo che è il momento di dire basta.

Bernhard Zimmerhofer ha ricordato l’opposizione del suo gruppo alla proroga del termine sui posti letto e ha avvertito che un’ulteriore flessibilità comporterebbe perdita di fiducia.

Ha citato progetti a Senales e in Val Martello, esortando a sostenere le aziende familiari di piccole dimensioni per evitare che le multinazionali prevalgano a scapito dell’economia locale.

Ha collegato il record di pernottamenti a maggior traffico e difficoltà nel reperimento di personale, chiedendo uno sviluppo sostenibile come richiesto dallo Heimatpflegeverband e dichiarandosi favorevole alla mozione.

Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria, ha ricordato il tetto di 229.000 posti letto inserito nella legge urbanistica ai tempi di Durnwalder come indicatore per evitare eccessi nel turismo.

Ha osservato che per anni i Verdi furono derisi, finché si arrivò al tanto decantato stop ai posti letto, che di fatto agì più da freno e per il quale l’allora assessore Schuler si impegnò con fatica per conciliare posizioni diverse.

Ha aggiunto che, pur con la legge approvata e sostenuta dai Verdi, le deroghe furono numerose e si innescò una corsa ai posti letto, con nuove deroghe oggi accolte negativamente dalla popolazione.

Ha evidenziato che si parla di mezzo milione di pernottamenti e ha chiesto di valutarne l’impatto, invitando la maggioranza a rispettare le proprie leggi.

Il presidente Arnold Schuler, intervenuto dai banchi dei consiglieri, ha ricordato che i 229.000 posti rispecchiavano la situazione del 1995, mentre il potenziale stimato superava i 300.000.

Ha spiegato che il principio dei piani di sviluppo comunali era definire dati certi per una corretta pianificazione, con un periodo transitorio di quattro anni durante il quale sono decaduti 17.000 posti.

Ha sottolineato che molte aziende che non affittano più dovranno ora regolare la propria situazione, tenendo conto dei diritti acquisiti, e che è difficile avere dati certi.

Ha affermato di essersi impegnato per contrastare gli alleggerimenti, ricordando che i Comuni devono fare la propria parte.

Ha citato 56 Comuni richiamati per eccezioni, ma secondo i suoi calcoli sarebbero 8-9 quelli privi di zona turistica, menzionando anche una lista alternativa del 2007.

Ha auspicato una soluzione condivisa e ha annunciato la non partecipazione al voto.

Paul Köllensperger (Team K) si è detto contrario alle proroghe, pur rilevando criticità nella relativa delibera.

Ha proposto un divieto di strutture turistiche nel verde agricolo, osservando che oggi esistono lo stop ai posti letto e i piani di sviluppo comunali, ma che è tipico della Giunta tornare sui propri passi quando si muovono i grandi interessi.

Ha paventato la nascita di alberghi sempre più grandi e migliaia di posti che significherebbero centinaia di migliaia di auto, chiedendo una politica di marketing coerente e riconoscendo che il turismo ha raggiunto il proprio limite.

Ha preannunciato il sostegno ai punti 1, 2 e 5 della mozione.

Waltraud Deeg (SVP) ha chiesto una discussione concreta e corretta, concordando sulla necessità di dati certi.

Ha rilevato una divergenza attuale, ma anche l’obiettivo condiviso di promuovere uno sviluppo sostenibile delle piccole imprese e di fissare regole chiare e controlli, garantendo al tempo stesso certezza del diritto, anche in relazione alla normativa urbanistica e ai parametri fiscali.

Ha invitato a non aizzare gli animi.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha accusato la Giunta di non essere sincera o di avere un problema di comunicazione, avendo parlato di uno stop che non c’è.

Ha affermato che le gru sono ovunque e non per ampliamenti qualitativi ma quantitativi, e che i cittadini non accettano più di essere presi in giro.

Ha riconosciuto che nei comuni depressi servono posti di lavoro, ma non con alberghi enormi che assumono personale esterno, osservando che pochi guadagnano moltissimo e che la Giunta avrebbe chiuso gli occhi.

Sandro Repetto (Partito democratico) ha ringraziato Rohrer per aver portato la discussione in aula.

Ha denunciato mancanza di chiarezza e trasparenza.

Ha evidenziato che la pressione sul mercato immobiliare è aumentata per la creazione di nuovi alloggi turistici e che dell’impianto originario del Bettenstop resterebbe ben poco, mentre l’aumento di capacità è assicurato da norme transitorie e deroghe prive di criteri trasparenti, anche nella definizione dei comuni strutturalmente deboli.

Ha avvertito che senza un riordino si va verso un modello che non mette più al centro chi vive in Alto Adige.

Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha affermato che lo stop ai posti letto si è trasformato in un boom edilizio, con costruttori pronti a far arrivare materiali da fuori provincia.

Ha sostenuto che la provincia costruisce oltre le proprie capacità e che mancano personale e infrastrutture.

Ha chiesto limiti chiari e sicurezza di pianificazione per aziende e artigianato, segnalando anche il problema degli investitori esteri.

Ha ricordato che il suo comune è a rischio spopolamento ma con aziende sufficienti per offrire lavoro oltre al turismo, e che altri fattori causano l’emigrazione.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde), cofirmatario, ha ribadito che il turismo non può essere l’unica risposta per i comuni a rischio spopolamento e che la popolazione chiede un cambio di rotta.

Ha ricordato che già in origine non si poteva parlare di vero stop ai posti letto e che la legge è stata continuamente ammorbidita, erodendo la fiducia nella politica.

Ha respinto l’idea di aizzare gli animi, sostenendo che sono le politiche influenzate da lobby a spingere i giovani a emigrare.

Andreas Colli (Wir Bürger Noi cittadini) ha sostenuto la necessità di un centro per lo sviluppo delle aree depresse e ha ringraziato l’assessore Luis Walcher per il suo coraggio.

Ha ricordato che alcune zone turistiche furono individuate anni fa, con importanti versamenti IMI, e che la loro eliminazione comporterebbe danni milionari, osservando che talvolta il mancato avvio dei progetti non dipende dalle imprese.

Ha avvertito che le misure richieste produrrebbero molti ricorsi e ha dubbio che i tribunali le confermerebbero, definendo l’overtourism anche un’invenzione di chi vuole ostacolare e della stampa di sinistra, e chiedendo di lasciare lavorare chi ne ha la volontà.

Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha riconosciuto un clima negativo verso il turismo, spesso ritenuto responsabile di tutto.

Ha precisato che sulla proroga non decide la Giunta ma i consigli comunali attraverso i PUC, che determinano lo sviluppo dei Comuni, e che nelle aree depresse e a rischio spopolamento si può prorogare zone turistiche in scadenza.

Ha ricordato che non tutti i 56 comuni hanno una zona definita e che, anche dove approvata, non è scontata la presentazione di progetti, invitando a tornare ai fatti.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) si è detto da sempre contrario allo stop ai posti letto, non per respingere un tetto massimo ma perché prima andavano rilevati i numeri effettivi.

Ha riferito di aver messo in guardia i Verdi e ha denunciato che divani letto si siano trasformati in veri e propri posti letto, mentre ai grandi gruppi viene consentito molto più che alle piccole aziende, creando ingiustizie.

Harald Stauder (SVP) ha ritenuto la discussione troppo emotiva e si è detto sorpreso dalla comunicazione dei Verdi, ritenuta dannosa.

Ha ricordato che i 56 comuni in questione sono a rischio depressione e che non in tutti si determineranno nuove zone turistiche, chiedendo di indicare alternative concrete al turismo.

Ha osservato che le numerose gru non sono necessariamente legate a progetti turistici e ha invitato a non aizzare gli animi.

L’assessore Luis Walcher ha osservato che non tutto era migliore in passato e che il dato dei 229.000 posti letto valeva finché verificato, non essendo lontano dai 300.000 come già spiegato dal presidente Schuler.

Ha respinto le insinuazioni su pressioni delle lobby e ha ricordato le origini del turismo in Alto Adige, con l’affitto di stanze e appartamenti che hanno permesso a molte famiglie di far studiare i figli e renderli autonomi.

Sui problemi di traffico ha sottolineato che non si può attribuirne la colpa solo ai turisti e che anche in futuro il turismo resterà importante, per cui serve una visione chiara.

Ha evidenziato che in quattro anni molto può cambiare per famiglie e imprese e ha invitato a tutelare la reputazione del Consiglio, ricordando anche le ricadute occupazionali del turismo nell’artigianato.

Rohrer ha rilevato un disagio nella maggioranza e ha apprezzato che la discussione abbia rimesso al centro il ruolo del Consiglio.

Ha citato Comuni come Curon, Renon e Stelvio, di poco al di sotto del limite di 500.000 posti letto, e ha evidenziato la presenza di liste diverse su comuni depressi e a rischio spopolamento non allineate tra loro.

Ha detto che si sarebbe aspettata numeri chiari dall’assessore sui posti letto previsti.

La mozione è stata respinta.

Le premesse hanno ottenuto 10 sì, 17 no e 5 astensioni, il punto 1 ha avuto 13 sì, 17 no e 2 astensioni, il punto 2 ha registrato 11 sì, 17 no e 4 astensioni, il punto 3 ha avuto 11 sì, 17 no e 3 astensioni, il punto 4 ha totalizzato 13 sì, 17 no e 2 astensioni, il punto 5 ha avuto 12 sì, 17 no e 2 astensioni e il punto 6 ha ottenuto 14 sì, 17 no e 1 astensione.

Link alla notizia

Categoria news:
OPINIONMIX

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.