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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LA RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ 2025 DEL COMITATO PROVINCIALE PER LE COMUNICAZIONI»

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09.46 - mercoledì 10 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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La seduta di questa mattina del plenum del Consiglio provinciale di Bolzano è stata dedicata alle audizioni annuali delle titolari degli Organismi di garanzia presenti in Consiglio.

In apertura il Comitato provinciale per le comunicazioni ha illustrato la relazione sull’attività svolta nel 2025.

L’azione si è concentrata sul rafforzamento della competenza mediatica, sulla tutela delle cittadine e dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, sulla salvaguardia del pluralismo e della trasparenza dei media, nonché sul consolidamento del ruolo del Comitato quale punto di riferimento nel campo delle comunicazioni.

La presidente Judith Gögele ha richiamato la crescente importanza di una cultura della comunicazione responsabile per la democrazia e la coesione sociale.

“Competenza mediatica, pluralismo dell’informazione e una comunicazione improntata al rispetto reciproco sono pilastri fondamentali di una società democratica, ancora più in una realtà plurilingue e autonoma come l’Alto Adige”.

“Il nostro obiettivo è offrire orientamento ai cittadini, favorire il dialogo e rafforzare le condizioni per un’opinione pubblica pluralista e consapevole”.

Tra i risultati dell’anno spicca l’approvazione della nuova legge provinciale sul Comitato provinciale per le comunicazioni (lp 4/2026), che restituisce dopo molti anni una base normativa autonoma all’organo.

La riforma rafforza l’assetto organizzativo e, con l’introduzione di una direzione responsabile dell’ufficio, pone le condizioni per un’attuazione ancora più efficace e professionale degli indirizzi strategici definiti dall’organo collegiale.

Accanto alle funzioni di vigilanza, anche nel 2025 è stato garantito un supporto concreto ai cittadini.

Sono state trattate complessivamente 614 istanze di conciliazione nel settore delle telecomunicazioni, a cui si aggiungono 41 procedimenti d’urgenza per il ripristino di servizi telefonici e internet interrotti e 48 procedure di definizione delle controversie in secondo grado.

Il vicepresidente Gerhard Vanzi ha sottolineato l’impatto tangibile dell’attività svolta.

“Dietro ogni numero ci sono persone, famiglie e imprese che chiedono assistenza”.

“Il nostro compito è mettere i cittadini nelle condizioni di far valere i propri diritti in modo semplice ed efficace, contribuendo al contempo a rafforzare trasparenza, correttezza e fiducia nel settore delle comunicazioni”.

“Il significativo aumento delle procedure di conciliazione dimostra che il Comitato è sempre più riconosciuto come punto di riferimento sul territorio”.

Nel 2025 è stata dedicata particolare attenzione al tema della competenza mediatica.

Il Comitato ha coinvolto numerose istituzioni, organizzazioni ed esperti per definire per la prima volta una strategia condivisa per l’educazione ai media e lo sviluppo della competenza mediatica in Alto Adige, con la partecipazione di oltre 60 organizzazioni.

Sulla base di questo lavoro, nel 2026 prenderà avvio in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano ed Eurac Research il progetto di ricerca “Competenza mediatica Alto Adige”.

L’obiettivo è rilevare scientificamente il livello di competenza mediatica della popolazione, mettere in luce le differenze tra i diversi gruppi e formulare raccomandazioni operative a supporto delle politiche pubbliche, del sistema educativo e della società civile.

Il Comitato ha inoltre proseguito le attività nei campi della tutela dei minori nei media, della prevenzione del cyberbullismo e dei discorsi d’odio online, oltre al monitoraggio del rispetto delle norme sulla par condicio e del pluralismo dell’informazione.

Con la relazione sull’attività 2025, il Comitato traccia un bilancio complessivamente positivo e si ritiene organizzativamente, professionalmente e strategicamente preparato ad affrontare le sfide dei prossimi anni.

Nel confronto in aula successivo alla presentazione, consigliere e consiglieri hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto.

L’assessora Rosmarie Pamer ha chiesto approfondimenti sull’approccio dei minori ai social.

Sandro Repetto (Partito Democratico) ha richiamato il tema del decoro della comunicazione da parte di figure istituzionali e la campagna contro l’odio in rete, domandando se il Comitato possa solo dare indicazioni o abbia effettiva possibilità di intervenire.

Paul Köllensperger (Team K) ha posto l’attenzione su un panorama mediatico locale dominato da un grande player, osservando che il Comitato non ha gli strumenti per intervenire ma che potrebbero agire l’Agcom e la politica altoatesina facendo un passo comune.

Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha chiesto quale sia l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul sistema dei media.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha salutato con favore l’estensione della “patente per lo smartphone” ai genitori, suggerendo di coinvolgere anche i nonni, dato che le generazioni più anziane incontrano difficoltà con i nuovi dispositivi, e ha chiesto come si intenda garantire il rispetto dell’AI Act.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che i social consentono di diffondere informazioni.

Waltraud Deeg (SVP) ha ribadito il valore del lavoro del Comitato e dei media indipendenti, pilastro della democrazia, chiedendo una valutazione della situazione attuale e la possibilità di un monitoraggio, e osservando che il panorama altoatesino è molto variegato, ad esempio rispetto al Trentino.

Nelle repliche, la presidente Judith Gögele ha spiegato che il Comitato ha il compito di segnalare gli sviluppi al Consiglio e alla Giunta provinciali, creando le condizioni perché possano adottare misure concrete.

In tema di pluralismo, il Comitato non controlla i contenuti, ma ciascuno è responsabile di come comunica, mentre Giunta e Consiglio possono definire linee guida.

Il progetto di media education è decisivo perché fornirà per la prima volta dati solidi; la “patente per lo smartphone” può essere estesa anche alle persone anziane.

Per i giovani l’offerta è ampia, e dai primi riscontri emerge che il gruppo di lingua tedesca e quello di lingua italiana affrontano il tema in modo diverso, elemento che può rappresentare un vantaggio.

L’Intelligenza Artificiale evolve con tale rapidità che il legislatore fatica a tenere il passo; il Comitato ha competenza di vigilanza ma non può attivarsi direttamente, e le denunce competono alla polizia postale.

La normativa europea dovrà essere attuata nei singoli Stati, e sarebbe opportuno un tavolo di confronto con le altre sedi in Europa, con cui i contatti sono già attivi.

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