Di Luca Franceschi
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I rappresentanti del Movimento 5 Stelle in commissione Antimafia hanno denunciato quello che definiscono un uso distorto dell’informazione da parte di alcune testate giornalistiche vicine alla maggioranza di governo. Secondo i pentastellati, vengono sprecati “fiumi di inchiostro” per diffondere quello che chiamano “bufale” sul senatore Roberto Scarpinato, mentre non viene dedicata la stessa attenzione a questioni ritenute più rilevanti.
Il gruppo del M5S sostiene che se quelle stesse testate impiegassero anche solo la metà delle energie utilizzate contro Scarpinato per raccontare ai cittadini “l’inquietante intreccio di contatti tra il partito della premier Meloni ed esponenti del clan Senese” o le numerose indagini che coinvolgono esponenti politici del centrodestra da nord a sud, il servizio di informazione al paese sarebbe migliore.
I parlamentari pentastellati esprimono perplessità sui motivi per cui il senatore Scarpinato dovrebbe scusarsi per parole pronunciate da un’altra persona, Gioacchino Natoli, in conversazioni che questi aveva non con Scarpinato ma con la moglie e altri familiari. Secondo il M5S, alcuni giornalisti potrebbero essere “caduti vittime della loro stessa manipolazione” facendo credere ai lettori che quelle parole fossero state pronunciate al telefono con Scarpinato.
Se non si trattasse di manipolazione, secondo i pentastellati, la situazione sarebbe ancora più grave perché significherebbe che “le fonti della maggioranza li stanno depistando”.
Rivolgendosi direttamente alla redazione de Il Giornale, i rappresentanti M5S invitano a non farsi “portare fuori strada dagli stessi suggeritori interessati e manipolatori”, chiedendo di farsi consegnare tutta la documentazione e non solo quella che farebbe comodo al centrodestra.
I pentastellati forniscono poi una ricostruzione cronologica dei fatti, specificando che fu Gioacchino Natoli con una pec del 5 dicembre 2023 a chiedere di essere audito dalla commissione Antimafia per replicare alle accuse dell’avvocato Trizzino. Solo successivamente, l’11 dicembre, il M5S inoltrò un sollecito a seguito della trasmissione Far West che rilanciò le accuse rivolte a Natoli.
Il movimento precisa che in precedenza, a settembre, avevano effettivamente chiesto di ascoltare Natoli in commissione, ma su un tema completamente diverso da quello mafia-appalti. Volevano che riferisse in commissione, come aveva già fatto in pubblico dibattimento, che Borsellino gli aveva raccontato di un episodio del 1 luglio 1992: immediatamente dopo che Mutolo aveva anticipato che avrebbe messo a verbale dichiarazioni sulla collusione di Bruno Contrada, Borsellino era stato convocato dal capo della polizia che gli aveva fatto incontrare a sorpresa lo stesso Bruno Contrada, con grande smarrimento del magistrate.
Secondo il M5S, questi elementi appartengono a “piste ben più serie e ben più fondate” di quella su mafia-appalti che la maggioranza e la presidenza della commissione Antimafia avrebbero “pervicacemente rifiutato di approfondire”.
Infine, i parlamentari pentastellati consigliano alla redazione de Il Giornale di leggere l’annotazione della Guardia di Finanza che specifica come Scarpinato e Natoli, nella conversazione del 18 gennaio 2024, facessero riferimento a quanto dichiarato nell’audizione del 29 novembre 2023 dal Procuratore Generale di Cagliari Patronaggio. Quest’ultimo aveva riferito che nella riunione del 14 luglio 1992 Lo Forte aveva parlato della richiesta di archiviazione nei confronti di alcuni indagati.
Poiché subito dopo quell’audizione Natoli aveva comunicato a Scarpinato di ricordare la stessa circostanza, Scarpinato gli aveva anticipato che gli avrebbe fatto una domanda per permettergli di ripetere alla Commissione quanto aveva già riferito a lui. Una domanda che si rendeva necessaria perché riguardava un fatto diverso da quelli per i quali Natoli aveva chiesto di essere audito.
