Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Sabrina Licheri ha lanciato dure critiche al governo Meloni, evidenziando quello che definisce uno “sfilacciamento” sempre più evidente dell’esecutivo attraverso le contraddittorie dichiarazioni dei ministri.
Dal Vinitaly, il ministro Urso ha annunciato che Transizione 5.0 sarà operativa entro un mese, il che significa, nella migliore delle ipotesi, attorno a metà maggio. Secondo Licheri, questo ritardo comporta che l’esecutivo abbia sostanzialmente “bruciato metà del 2026” per dare seguito agli aiuti alle imprese promessi in manovra finanziaria.
Lo stesso Urso si è inoltre aperto alla possibilità di una tassazione degli extraprofitti delle società petrolifere, che da settimane stanno prendendo in giro il governo sull’adeguamento delle tariffe dei carburanti. La dinamica denunciata è quella di aumenti immediati alla pompa quando sale il prezzo del barile, mentre i ribassi richiedono giorni per materializzarsi ai distributori.
Questi extraprofitti causano invece preoccupazioni al ministro Tajani, anch’egli presente al Vinitaly, che ha espresso inquietudine per i carburanti ma non per il gas, sostenendo che il paese dispone di scorte sufficienti fino alla fine dell’anno. Una visione miope secondo la parlamentare pentastellata, che ricorda come secondo i dati Enea il gas costi oggi il 70% in più rispetto al 2022.
A completare il quadro delle contraddizioni governative ci sono le ripetute dichiarazioni di Salvini sulla necessità di bloccare quello che definisce lo “sciagurato” Patto di Stabilità europeo. Un patto che, come sottolinea Licheri, porta la firma di Giancarlo Giorgetti, compagno di partito dello stesso Salvini.
La capogruppo del M5S in commissione Industria e Agricoltura al Senato ha concluso definendo questa serie di dichiarazioni contrastanti come una “girandola di dichiarazioni in libertà domenicali che fanno tanto circolo del tressette”.
