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COMUNE DI VERONA * : «DANZA CONTEMPORANEA INTERNAZIONALE ALL’ESTATE TEATRALE VERONESE 2026»

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14.50 - lunedì 13 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La danza contemporanea internazionale occupa un asse centrale nella 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, sviluppando uno dei nuclei più significativi del progetto artistico (H)EARTH OF GLASS – Tradizione e sperimentazione in dialogo aperto al mondo. Attraverso tre creazioni affidate ad alcune delle più rilevanti personalità della scena performativa internazionale, il festival mette al centro il corpo come luogo di ricerca, trasformazione e relazione tra linguaggi diversi.

Ad aprire il percorso sarà Peeping Tom con Diptych (The Missing Door e The Lost Room), in scena al Teatro Romano il 14 e 15 luglio alle ore 21.30, con la direzione di Gabriela Carrizo e Franck Chartier. La compagnia belga, tra le realtà più riconosciute del teatrodanza contemporaneo, porta a Verona un’opera in cui danza, teatro e linguaggio cinematografico si intrecciano in una drammaturgia dell’inconscio, tra memoria, desiderio e percezione.

Il 20 e 21 luglio alle ore 21.30, sempre al Teatro Romano, sarà la volta di Yoann Bourgeois Art Company con The Infinite Approach, creazione, scene e direzione artistica di Yoann Bourgeois, artista che ha costruito la propria ricerca sul rapporto tra corpo, gravità, equilibrio e sospensione. Attraverso danza, musica dal vivo e linguaggio circense, lo spettacolo indaga il movimento come spazio di possibilità e riflessione sulla condizione umana.

Chiuderanno la sezione danza i MOMIX con Botanica – Season 2, in programma dal 27 luglio all’8 agosto alle ore 21.30 al Teatro Romano, ideazione e regia di Moses Pendleton. La compagnia statunitense torna a esplorare il rapporto tra corpo e natura attraverso una creazione che unisce danza, illusione visiva e teatro d’immagine, rinnovando una ricerca artistica che da oltre quarant’anni attraversa i confini della scena.

Tre poetiche differenti, tre modalità di intendere il corpo e lo spazio, un unico percorso che conferma la vocazione internazionale dell’Estate Teatrale Veronese: un luogo in cui la tradizione non è conservazione, ma materia viva da attraversare attraverso nuovi linguaggi. La danza diventa così uno dei territori privilegiati in cui si manifesta il dialogo tra memoria e contemporaneità che attraversa l’intera edizione 2026.

Lo sguardo dei Peeping Tom sul territorio incontra anche la scena veronese. Come da tradizione della compagnia, che nei diversi contesti ospitanti coinvolge artisti locali all’interno dei propri percorsi, a Verona sarà Solimano Pontarollo a entrare in relazione con Diptych. Attore e regista veronese, Pontarollo porta nel progetto la propria esperienza maturata tra ricerca teatrale, drammaturgia e rilettura dei grandi classici. La sua partecipazione diventa così un ulteriore elemento di connessione tra la dimensione internazionale della compagnia e l’identità culturale del luogo, in un incontro tra linguaggi, poetiche e sensibilità differenti.

Ad anticipare il percorso della danza al Teatro Romano sarà Attraversamenti, appuntamento partecipativo ideato da Silvia Gribaudi e Chiara Frigo, in programma da oggi, 13 luglio in Piazza Bra: un’esperienza urbana che trasforma lo spazio pubblico in luogo di incontro, ascolto e movimento condiviso. Tra l’energia ironica dell’Atelier in strada e i Dialoghi sulla vicinanza, la danza incontra la città generando una comunità temporanea fondata sul gesto, sulla relazione e sulla partecipazione.

Marta Ugolin Assessora alla Cultura del Comune di Verona, ha detto: “Siamo grati di poter accogliere all’Estate Teatrale Veronese tre tra le più autorevoli realtà della scena internazionale contemporanea: Peeping Tom, Yoann Bourgeois Art Company e MOMIX. La loro presenza conferma la vocazione del festival a essere uno spazio di dialogo tra tradizione e innovazione, capace di mettere il pubblico veronese a confronto con i linguaggi più avanzati della creazione artistica internazionale. L’invito è a lasciarsi sorprendere da queste proposte, che ampliano lo sguardo e offrono nuove prospettive sul rapporto tra danza, teatro e immaginazione”.

“La danza è uno dei luoghi in cui più chiaramente si misura la capacità del teatro contemporaneo di trasformare il presente – sottolinea il direttore artistico Fabrizio Arcuri –. Con questa sezione abbiamo voluto portare al Teatro Romano artisti e compagnie internazionali capaci di mettere in discussione le forme consuete della scena, mantenendo però un rapporto profondo con il gesto, lo spazio e la relazione con il pubblico. Peeping Tom, Yoann Bourgeois, MOMIX e poi in Piazza Bra gli Attraversamenti di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi rappresentano tre modi diversi di interrogare il corpo: come memoria, come equilibrio, come materia in trasformazione. È dentro questa pluralità di visioni che si definisce il senso di (H)Earth of Glass: una materia solida e fragile insieme, capace di custodire la storia e allo stesso tempo aprirsi al cambiamento”.

Franck Chartier, cofondatore e codirettore artistico di Peeping Tom, racconta: “Per noi il linguaggio cinematografico è un elemento naturale: vogliamo che lo spettatore viva l’esperienza dello spettacolo come se fosse immerso in un film, coinvolto non soltanto dalla narrazione, ma dall’azione stessa. Attraverso la luce realizziamo una sorta di “zoom” teatrale che si concentra sui volti, sulle teste, sui corpi dei personaggi. Non è un semplice effetto visivo: il nostro obiettivo è entrare nei loro pensieri, nella loro coscienza, esplorando anche quei tabù che attraversano la società contemporanea. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con gli straordinari danzatori del Nederlands Dans Theater, interpreti di eccezionale virtuosismo e versatilità. La collaborazione è iniziata nel 2013 e Diptych rappresenta il secondo capitolo di questo percorso. Con The Lost Room ho proseguito idealmente il lavoro avviato da Gabriela Carrizo in The Missing Door, costruendo un unico universo ambientato all’interno di un set cinematografico che prende forma e si trasforma davanti agli occhi del pubblico. Tutto si svolge su una nave, dove una coppia di innamorati fugge inseguendo il sogno di una vita migliore. Ma un incidente improvviso infrange quell’aspirazione e li lascia alla deriva, privandoli del controllo sul proprio destino. Ci interessava raccontare proprio questo momento in cui un’esistenza cambia radicalmente per un evento inatteso. The Missing Door si apre in uno dei corridoi della nave: attraversando le sue porte entriamo nelle stanze e nelle vite dei personaggi, dove gli avvenimenti del presente modificano continuamente la percezione del passato. È un gioco di memoria in cui non sappiamo più distinguere ciò che sta accadendo realmente da ciò che appartiene al ricordo o all’immaginazione. Ed è proprio in questa zona di confine, tra realtà, memoria e inconscio, che prende forma il nostro teatro”.

Yoann Bourgeois, coreografo, regista e interprete The Infinite Approach, dichiara: “Sono molto felice di tornare a Verona per presentare un progetto che mi sta particolarmente a cuore. Questa città è diventata per me un luogo speciale: quest’anno ho avuto il privilegio di firmare la coreografia della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali e tornare ora con una mia creazione rappresenta un’emozione ancora più intensa. The Infinite Approach è il risultato di oltre quindici anni di ricerca, sviluppata all’interno di un progetto più ampio che ho intitolato Tentativi di avvicinamento a un punto di sospensione irraggiungibile. Da anni costruisco dispositivi che mettono in gioco inerzia, gravità e sospensione, cercando di cogliere, nel cuore stesso di questo equilibrio precario, un istante di assoluta stabilità. Lo spettacolo raccoglie una serie di brevi composizioni create in momenti diversi della mia vita. Solo mettendole in relazione tra loro mi sono accorto che disegnavano una narrazione che non avevo costruito consapevolmente. La mia non è mai stata una ricerca sulla fisica fine a sé stessa: è una ricerca che parla dell’essere umano, dei suoi squilibri, dei suoi slanci, degli incontri, delle perdite e della capacità di ricominciare ogni volta. Per questo è un progetto al quale sono profondamente legato e che desidero interpretare personalmente. Ho inoltre la fortuna di condividere il palcoscenico con un’artista che ammiro profondamente, Yurié Tsugawa, e con il pianista Matteo Bevilacqua, che eseguirà pagine del grande repertorio di Schubert, Bach e Satie. Mi auguro che questa ricerca, nata da un’esperienza molto intima e personale, possa diventare, almeno per una sera, anche quella del pubblico. Non vedo l’ora di ritrovare gli spettatori a Verona”.

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