(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Anche quest’anno il Viaggio della Memoria, organizzato ad Auschwitz e Birkenau, vede la partecipazione di una rappresentanza della comunità LGBT+ della nostra città con l’obiettivo di tenere vivo il ricordo delle persone LGBT+ vittime della persecuzione nazifascista.
Da ieri, insieme al Sindaco Gualtieri, a tantə studenti e insegnanti, partecipano al viaggio infatti anche Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, e Leila Pereira, presidente di Libellula.
“Sono molto orgogliosa del lavoro che stiamo portando avanti come Roma Capitale, col Sindaco Gualtieri in testa e insieme alle tante associazioni lgbtqia+, nella promozione di pari diritti e nel restituire memoria e dignità agli stermini LGBT+ dimenticati.
La partecipazione al Viaggio della Memoria in Polonia è infatti la prosecuzione di un percorso che anche quest’anno è partito il 27 gennaio da Piazzale Ostiense, quando ci siamo ritrovatə nel ricordo delle persone LGBT+ vittime del nazifascismo e che è proseguito con un momento di formazione alle classi coinvolte nel viaggio.
Come Amministrazione continueremo nel nostro impegno nel contrasto ad ogni forma di discriminazione e violenza omolesbobitransfobica partendo anche dalla memoria di ciò che è stato” ha dichiarato Marilena Grassadonia, Coordinatrice Politiche Diritti LGBT+ di Roma Capitale.
“Essere qui ad Auschwitz e Birkenau significa assumersi una responsabilità precisa: trasformare la memoria in impegno quotidiano. Le persone LGBT+ sono state tra le vittime dimenticate di quella persecuzione e il nostro compito è restituire loro voce, dignità e storia. Questo viaggio è anche un ponte tra generazioni, perché senza memoria non può esserci futuro né diritti” ha commentato Mario Colamarino.
“Siamo qui non solo per ricordare, ma anche per costruire relazioni. In questi giorni incontreremo la comunità LGBT+ e trans locale, perché la memoria deve sempre essere viva e connessa alle lotte presenti. Fare rete a livello europeo è fondamentale per difendere e rafforzare i diritti di tutt” ha concluso Leila Pereira.
