Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, è intervenuto in Aula in merito all’interpellanza da lui presentata sul percorso universitario e il titolo di studio conseguito dalla giornalista Claudia Conte. Dalla risposta fornita dalla sottosegretaria Matilde Siracusano è emerso che la laurea è stata ottenuta presso l’Università telematica Pegaso, un elemento che fino a quel momento non era stato ufficialmente chiarito.
Bonelli ha sottolineato una soddisfazione parziale per la precisione della risposta ricevuta, evidenziando però come essa apra una questione di carattere politico e culturale di notevole portata. Il tema centrale riguarda il ruolo sempre più diffuso delle università telematiche, che secondo il deputato tendono a comprimere tempi e percorsi formativi, in contrasto con i sacrifici affrontati da migliaia di giovani che seguono seriamente il loro cammino universitario.
Il rappresentante di Europa Verde ha chiarito che l’intento non è quello di intromettersi nella vita privata di alcuno, bensì di affrontare una questione di pubblico interesse legata alla trasparenza. La preoccupazione principale riguarda il rapporto tra titoli conseguiti, incarichi ricevuti e circuiti di potere che garantiscono opportunità a taluni mentre le precludono ad altri.
Un ulteriore elemento critico emerge dalla medesima risposta governativa: il Ministero della Cultura ha erogato a Claudia Conte consulenze per un importo di 65 mila euro, mentre contemporaneamente veniva respinto il contributo destinato al film su Giulio Regeni. Bonelli ha definito questa scelta come vergognosa, indicativa delle priorità dell’attuale governo.
Bonelli ha rilevato come la risposta ricevuta non risulti completamente convincente e ha sottolineato un evidente imbarazzo nella comunicazione istituzionale. Ha precisato che non si tratta di una vicenda limitata a un singolo individuo, ma piuttosto di un sistema di disvalori in cui coloro che operano all’interno di circuiti di potere ricevono favoritismi, mentre chi rimane escluso da tali reti, pur possedendo merito e competenze, subisce emarginazione.
Il deputato ha concluso affermando che la questione rimane aperta. Europa Verde continuerà a richiedere chiarezza sulle questioni sollevate, ritenendo inaccettabile che il potere possa sostituire il merito e che le istituzioni avallino un sistema basato su privilegi.
