Di Luca Franceschi
///
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, ha lanciato dure accuse nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, denunciando quello che definisce un doppio standard nell’approccio del governo alla lotta contro la criminalità organizzata.
Secondo Pirondini, la premier si mostrerebbe come paladina dell’antimafia quando si tratta di fare apparizioni pubbliche, ma adotterebbe un atteggiamento completamente diverso quando si tratta di tutelare i propri fedelissimi. Il caso specifico riguarda Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, per il quale la maggioranza avrebbe bloccato la richiesta della magistratura di accedere alle conversazioni private tra lui e Caroccia.
Il senatore pentastellato ha sottolineato come per Fratelli d’Italia il contrasto alla criminalità organizzata sembrerebbe limitarsi ai post sui social network, senza trasformarsi in azioni concrete quando coinvolge esponenti del proprio partito.
Pirondini ha evidenziato quello che considera un trattamento di favore riservato ai membri del “cerchio magico” della Meloni, citando il caso dell’apertura di una bisteccheria con un prestanome della Camorra, episodio liquidato come una semplice leggerezza tra amici e protetto dallo scudo parlamentare che, ha rimarcato, non viene concesso ai cittadini comuni.
Il capogruppo M5S ha utilizzato una metafora culinaria per descrivere l’approccio del governo all’antimafia, definendola “una grigliata à la carte” dove la trasparenza viene invocata solo quando serve ad attaccare gli avversari politici, mentre si sceglie il silenzio per proteggere i propri alleati.
Secondo Pirondini, Fratelli d’Italia non rappresenterebbe più un’organizzazione politica nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto una consorteria di interessi dove il principio dell’uguaglianza davanti alla legge viene sistematicamente disatteso, con norme che si applicano rigorosamente agli altri ma vengono sospese quando riguardano i membri del gruppo.
La dichiarazione si è conclusa con un appello diretto al governo e alla maggioranza, invitandoli a vergognarsi per questo presunto doppio standard nella gestione della giustizia e della legalità.
