(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il consiglio comunale odierno si è aperto, come di consueto, con la discussione degli artt. 54, interrogazioni a risposta immediata:
Ponte Elicoidale
«Il Ponte Elicoidale, come noto, fa parte del complesso Nodo di San Benigno, di competenza in parte comunale e in parte di Autorità di Sistema Portuale (AdSP): in particolare, il Ponte Elicoidale rientra nelle competenze di AdSP. Per completezza di informazioni, preciso che nell’ambito dell’Accordo transattivo con ASPI per i ristori del Ponte Morandi è stato sviluppato un DOCFAP per l’adeguamento strutturale dell’intero Nodo. Il DOCFAP è stato valutato positivamente da Comune e AdSP nel 2024, chiedendo formalmente ad ASPI, ai sensi di quanto previsto negli Accordi, di sviluppare il successivo livello di progettazione. Lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato, a seguito di richiesta formale, il nulla osta a procedere affinché la società Tecne SpA sviluppi le attività progettuali, ribadendo che i costi della progettazione dovranno trovare copertura negli accordi convenzionali in essere. L’importo stimato per la redazione del PFTE è pari a 2.365.000 euro ed i tempi indicativi per tale attività sono pari a 24 mesi. Come richiesto anche dal Ministero, nelle more dello sviluppo del progetto e della definizione delle modalità di realizzazione dello stesso, sarà altresì necessario redigere specifica convenzione per disciplinare i rapporti tra le parti, anche in relazione agli interventi necessari a garantire le condizioni di transitabilità. A tal fine, su richiesta di AdSP è stato attivato uno specifico tavolo tecnico per procedere con le attività amministrative e progettuali. Ad oggi ASPI ha consegnato le prime ipotesi di Piani di indagini preliminari allo sviluppo del PFTE, che dovrebbero trovare avvio nei prossimi mesi. Dall’accordo, ad oggi, sono escluse le attività e gli interventi in capo agli enti gestori delle opere atte a garantire, medio tempore, la transitabilità delle opere. Ad integrazione di quanto sopra, qualora occorra, segnalo che per quanto riguarda le strutture di competenza comunale, il viadotto oggetto di parzializzazione di traffico, dalla Sopraelevata verso il casello di Genova Ovest, è stato sottoposto a verifiche accurate alla fine del 2021. L’attuale configurazione di limitazione delle corsie corrisponde alla configurazione di transitabilità derivante dalle verifiche effettuate e deve essere mantenuta. È inoltre in pubblicazione una gara per l’affidamento di servizi di monitoraggio, nell’ambito dei quali è prevista anche la realizzazione di uno specifico monitoraggio sull’opera in questione, al fine di poter controllare l’opera ed, eventualmente, prorogare la configurazione di transitabilità, in attesa di poter realizzare i necessari interventi di manutenzione. Oltre all’installazione del sistema di monitoraggio, andranno rivalutati gli interventi di prima fase indicati in esito alle verifiche accurate svolte, al fine di inserirli in programmazione. Il problema del nuovo tratto del Ponte Elicoidale, con la relativa chiusura, non è legata a problemi statici che riguardano invece la rampa finale, risalente al 1930, che adduce a Lungomare Canepa. Per intenderci, parliamo di quella rampa che va verso ponente prima di innestarsi su Lungomare Canepa, quindi prima della caserma della Guardia di Finanza. Ebbene, questa rampa va sostituita totalmente da AdSP: l’inizio dei lavori, come ci è stato comunicato dalla stessa AdSP, è previsto nel mese di aprile 2026. Finché quella rampa non viene sostituita – intervento che si rende necessario a seguito delle attività di monitoraggio svolte – deve ospitare solamente due corsie e, per evitare che si formi un imbuto, è stato chiuso l’accesso al di sotto dell’Elicoidale per evitare l’intasamento della rampa finale prima di Lungomare Canepa, in modo che venga semplicemente garantito l’accesso in due corsie uscenti dall’Autostrada. Questa la motivazione della chiusura della rampa sottostante, che come detto andrà sostituita: i lavori, a cura di Asdp, dovrebbero partire ad aprile».
È la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici ed alle Opere infrastrutturali e strategiche Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere di Avs Lorenzo Garzarelli che interrogava la giunta comunale “per conoscere quale sia l’attuale quadro tecnico e amministrativo relativo alle chiusure e alle limitazioni in corso sul Ponte Elicoidale, quali interventi siano attualmente in corso o programmati e il relativo stato di avanzamento, nonché quali siano le tempistiche previste per il ripristino della piena funzionalità del ponte”.
Attraversamento pedonale via Assarotti
«Stiamo lavorando per aumentare la sicurezza stradale, a 360 gradi, non soltanto pensando agli attraversamenti pedonali, ma anche, ad esempio, all’illuminazione e alla segnaletica stradale che, purtroppo, nella maggior parte dei casi, non è degna di questo nome. Con i Municipi stiamo individuando i punti di maggiore pericolosità e abbiamo chiesto di farci un report preciso. Nei prossimi giorni ci sarà un incontro per riprogrammare gli interventi sul rispristino di alcune segnaletiche stradali, e anche dell’attraversamento pedonale oggetto dell’interrogazione. Va detto che oggi, per le strisce pedonali viene usata una vernice che dura circa 4-6 mesi, ma ne stiamo acquistando una bi-componente che dura anche 4 anni, ovviamente ad un costo maggiore, ma che permetterà una soluzione migliore».
Ha risposto così l’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere di Vince Genova Mauro Avvenente, letto dalla collega Anna Orlando, che chiedeva: “Il giorno 23 gennaio 2026 si è verificato un incidente stradale in via Assarotti in prossimità dell’ultimo attraversamento pedonale verso piazza Corvetto. Tale attraversamento risulta particolarmente pericoloso per i pedoni, in quanto poco segnalato e scarsamente visibile. Si chiede quali iniziative intenda adottare la giunta comunale per ridurre il pericolo e prevenire ulteriori incidenti, eventualmente valutando la possibilità di installare una segnaletica verticale luminosa, se non ancora presente, o realizzare un attraversamento pedonale rialzato per indurre il rallentamento dei veicoli, o porre in atto qualunque altro intervento utile con la preziosa collaborazione dei competenti uffici tecnici”.
Area Ponte Parodi
«La vicenda di Ponte Parodi comincia nel 1999 con un Accordo di Programma firmato dall’allora Autorità Portuale, Comune di Genova, Regione Liguria e Università di Genova per restituire alla città l’area di ponte Parodi, con le banchine e il grande piazzale, attraverso una gara di architettura che avrebbe portato, negli anni successivi, mediante aggiudicazione alla società Alta Ponte Parodi del gruppo Altarea, alla realizzazione di una “Piazza sul mare” destinata a mettere insieme immobili a destinazione ricreativa, turistica e commerciale, oltre a molto verde urbano per la città. I lavori avrebbero dovuto terminare nel 2015 ma la storia, come noto, è andata diversamente. Sappiamo che a dicembre una sentenza del Consiglio di Stato ha chiuso una parte del lungo contenzioso a cui il Comune è estraneo ma che coinvolge Autorità di Sistema Portuale (AdSP), la società Alta Ponte Parodi che vinse la gara e la società Porto Antico, quest’ultima coinvolta in alcuni passaggi successivi come soggetto concessionario dell’area. A seguito della sentenza, AdSP ha erogato ad Alta Ponte Parodi un indennizzo di 12 milioni di euro. Oggi ci sono finalmente le condizioni per voltare pagina: bisogna capire se Alta Ponte Parodi abbia interesse a proseguire l’operazione, da aggiornare ovviamente sulla base delle finalità pubbliche emerse nel frattempo. Ci sono vari temi da contemperare, dall’accosto delle navi da crociera sulle banchine di ponente all’utilizzo, per i rimorchiatori, della banchina verso sud, senza contare che tali contenuti dovranno sposarsi, inevitabilmente, con l’intervento in corso sull’Hennebique. Da questo punto di vista, nei prossimi giorni sono previsti alcuni incontri che ci auguriamo possano essere definitivi. L’auspicio è che emergano, nelle prossime settimane, indicazioni chiare da AdSP: a quel punto riteniamo molto utile riunire una commissione consiliare ad hoc per sciogliere i nodi su ponte Parodi e su tutta la zona dell’Hennebique, al di là delle demolizioni in corso».
È la risposta del vicesindaco Alessandro Terrile all’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Vittoria Canessa Cerchi che chiedeva: “A seguito dell’intervista rilasciata dal vicesindaco Terrile, nella quale si afferma che ‘ora dobbiamo cogliere l’occasione per chiudere questo capitolo e aprirne uno nuovo, tenendo conto di uno scenario complessivo che riguarda non solo Ponte Parodi, ma una porzione di area limitrofa più ampia’, emergono elementi di attualità e rilevanza strategica in merito alle prospettive di sviluppo e pianificazione dell’area interessata, si interroga il sindaco e l’assessore competente per conoscere quali siano nel dettaglio gli indirizzi programmatori che l’Amministrazione intende perseguire, quali ambiti territoriali risultino effettivamente coinvolti in tale scenario complessivo, quali siano le tempistiche previste e le modalità con cui si intende informare e coinvolgere il Consiglio comunale e la cittadinanza rispetto alle scelte future”.
Taglio servizio bus Istituto Gaslini
«Il servizio non è stato sospeso e fino al 31 dicembre è stato pagato da Amt. L’accordo nasceva a maggio del 2024 quando, su richiesta di Asl e Gaslini, si ipotizzava di collegare i due poli della sanità, la casa di comunità e l’ospedale anche alle zone limitrofe. Nella bozza dell’accordo, i costi dovevano ricadere per il 30% su Asl, il 30% sul Comune e il 40% sul Gaslini, ma in realtà non è mai andato in porto e per un anno e mezzo Amt ha effettuato il servizio e lo ha pagato da sola. Inoltre Asl non ha mai completato i lavori che permettessero i collegamenti e la navetta è rimasta dentro il Gaslini, senza fare quello per cui era nata. Dal 1 gennaio 2026 abbiamo fatto un altro accordo e stabilito che il Gaslini si facesse carico dell’intero servizio, a seguito del completamento del collegamento con il polo della Asl. Quindi non è cambiato nulla, c’è solo stato un passaggio del soggetto che pagherà il servizio».
Lo ha dichiarato il vicesindaco Alessandro Terrile rispondendo all’interrogazione della consigliera Ilaria Cavo di Orgoglio Genova, letta in aula dal consigliere Vincenzo Falcone, che interrogava così la giunta: “Premesso che il servizio di trasporto pubblico riguardante l’area dell’Istituto Gaslini e zone limitrofe, rappresenta un servizio essenziale ad alta valenza sociale, a supporto di minori, famiglie e persone fragili, e che l’attuale Amministrazione ha dichiarato di voler porre particolare attenzione agli interventi e agli investimenti in ambito sociale, mentre oggi contrariamente a quanto avviato dalla precedente amministrazione, il relativo costo grava interamente sull’istituto, si chiede di poter sapere se il Comune di Genova intenda farsi nuovamente carico, anche in forma di compartecipazione, del servizio, riconoscendone il carattere essenziale di servizio pubblico a forte valenza sociale”.
Aggressione su bus AMT piazza De Ferrari
«Grazie alla consigliera Centofanti per aver evidenziato questa criticità che purtroppo a volte viviamo proprio sui mezzi pubblici, che sono quelli destinati alla collettività e a tutti i cittadini. Sicuramente, la sicurezza sui mezzi di trasporto pubblico è una priorità per questa amministrazione e abbiamo predisposto dei controlli e delle verifiche proprio in collaborazione con il personale AMT, perché si tratta di una attività che è destinata non solo ai viaggiatori e alle viaggiatrici, ma anche e soprattutto a coloro che ogni giorno conducono i mezzi e consentono ai cittadini di muoversi in città. La sicurezza non si annuncia, si deve anche vedere e si deve percepire, soprattutto su quelle linee un po’ più critiche, quando in determinate fasce orarie, salendo, possiamo trovare un agente della Polizia locale: questo senza dubbio contribuisce a una percezione positiva e di sicurezza. La Polizia locale è presente dove le persone sono presenti ogni giorno: sui mezzi pubblici, nei quartieri, davanti alle scuole e nei mercati, proprio in relazione a quel principio di prossimità su cui stiamo lavorando tantissimo fin dall’inizio del mandato, in cui abbiamo rafforzato in maniera significativa la presenza degli agenti sui mezzi pubblici, sia nelle fasce diurne che in quelle serali e notturne. Nel 2025 le attività di controllo sui bus sono state 3466, 407 sono state fatte nel solo gennaio 2026. A novembre, consci che era necessario fare qualcosa in più abbiamo avviato il progetto “Sicurezza in movimento”, in cui le pattuglie non sono solo presenti alle fermate, ma fanno anche un giro sui mezzi su quelle linee che ci sono state segnalate come critiche dalla cittadinanza. I risultati operativi sono stati estremamente positivi: sono state impegnate 41 pattuglie, 200 operatori, 432 autobus controllati e 114 linee presidiate. Gli esiti dei controlli hanno portato a 665 persone controllate, tre arresti e 10 denunce a piede libero, più 23 sanzioni amministrative, di cui cinque per violazione dei regolamenti e delle ordinanze sul consumo di alcol. Siamo sicuri di aver avviato un percorso positivo e per il 2026 continueremo nello stesso senso, magari ampliando il servizio compatibilmente alla disponibilità di personale della Polizia locale».
È la replica dell’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi all’interrogazione della consigliera di Riformiamo Genova Maria Luisa Centofanti che chiedeva “le azioni che l’Amministrazione può mettere in atto” a seguito dei “fatti accaduti sabato mattina a bordo di un bus in piazza De Ferrari”.
Dehor corso Mentana
«Abbiamo fatto una verifica e riguardo questo dehor dobbiamo dire che l’occupazione suolo è ancora attiva, decennale, e valida fino al 2033. Il pubblico esercizio a cui è connessa la concessione, tuttavia, risulta aver cessato l’attività a luglio 2025. E’ in fase di predisposizione l’avvio della decadenza della concessione, che verrà trasmessa al titolare, entro la settimana, con contestuale intimidazione alla rimozione della struttura. Qualora non dovesse procedere provvederemo con la rimozione coatta. Verrà chiesta anche una fideiussione».
Ha risposto così l’assessora al Commercio Tiziana Beghin all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Valeriano Vacalebre che chiedeva alla giunta “informazioni sullo stato dell’arte della pratica relativa al dehor presente in corso Mentana all’altezza del civico 4, posizionato davanti ad un’attività commerciale chiusa ed attualmente inutilizzato. Si chiede inoltre quale iniziativa l’Amministrazione adotterà per liberare l’area e restituire i parcheggi ai cittadini”.
Messa in sicurezza palazzo angolo via Pacinotti/via Molteni Sampierdarena
«In merito alla questione sollevata, ci troviamo di fronte ad un ambito totalmente privato. Non è compito del mio assessorato verificare le procedure dell’edilizia privata, ma al momento non risultano accertate responsabilità legate alla realizzazione del parcheggio. Più in generale, quando ci sono situazioni di incolumità pubblica, il Comune di Genova interviene attraverso l’ufficio Pubblica incolumità, decretando l’inagibilità. In questo caso specifico, trattandosi di un ambito privatistico, sono i privati e non l’Amministrazione a dover eseguire tutti i controlli e le verifiche tecniche del caso, affidandoli ad un proprio tecnico. L’interdizione resta finché non arrivano, dal privato, i necessari chiarimenti tecnici. Nel caso in questione, sentito il responsabile dell’Ufficio Pubblica Incolumità, che fa capo alla Protezione Civile, lo stesso ci comunica di essere stato contattato per le vie brevi, la scorsa settimana, dal tecnico incaricato dal condominio. Dopo aver ricevuto i moduli per la formalizzazione dell’incarico e per la richiesta di nulla osta, il tecnico incaricato dal condominio ha ottenuto il nulla osta per accedere, il 30 gennaio, alle aree e all’immobile interdetti, al fine di eseguire attività peritali. Non sono pervenute da alcun tecnico prese in carico e richieste di nulla osta fino a fine attività. Ciò significa che il tecnico incaricato dal privato ha potuto accedere all’immobile soltanto pochi giorni fa. Fino a che il tecnico stesso non trasmetterà alla Civica Amministrazione le risultanze della perizia, le interdizioni non potranno essere tolte. Discorso diverso per il supermercato, rispetto al quale c’è stata una revoca dell’interdizione a seguito della relazione che ci è stata trasmessa. Nel caso del condominio, rimaniamo in attesa delle risultanze delle ispezioni tecniche: fino a che non le avremo ricevute, non ci sarà possibile revocare l’interdizione».
È la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker che chiedeva “chiarimenti circa la messa in sicurezza del palazzo all’angolo via Pacinotti/via Molteni dal quale sono state sfrattate una decina di famiglie e chiusi gli esercizi commerciali a piano strada per rischio crollo dello stesso”.
Futuro e progettualità Ostello della Gioventù via Costanzi
«La ricostruzione che ha fatto è assolutamente corretta: l’ostello di passo Costanzi è stato per due anni oggetto di comodato d’uso e la prefettura ci ha richiesto, per il mantenimento del servizio, di mantenere l’immobile per un altro anno per garantire il centro d’accoglienza straordinaria. In questi giorni è in corso la formalizzazione del comodato d’uso, dopodiché si aprirà una procedura di evidenza pubblica che gestirà direttamente la prefettura per l’affidamento del servizio con una turnazione dello stesso. Ovviamente noi abbiamo risposto con senso di responsabilità e senso delle istituzioni a una richiesta che ci ha fatto la prefettura nel corso degli ultimi mesi, quindi mettendo nuovamente a disposizione per un anno l’immobile, sapendo però perfettamente che è un immobile che vorrebbe rientrare nella programmazione che lo valorizzi e che abbia a che fare con una vocazione sociale con il quartiere. Abbiamo comunicato a una rappresentanza di genitori e alla dirigenza scolastica, maestri e collaboratrici della scuola di infanzia “Maria Biondi” che coesiste con il CAS all’interno dell’immobile, insieme alle colleghe Lodi, Bruzzone, Viscogliosi e con la presidente Cosso, questa proroga di un anno del comodato d’uso, con l’occasione di far ripartire un tavolo di coordinamento con le associazioni. Lo dico con l’intenzione di evitare la polemica politica, evitando di ripetere gli errori del passato, ovvero senza promettere che tutto ciò che è stato chiesto verrà fatto, ma ripartendo invece da quei progetti che avevano messo in campo le associazioni del territorio. Quel progetto prevedeva sale musicali, un circolo ricreativo, uno spazio teatrale connesso alla scuola di infanzia, un inserimento di funzioni socio sanitarie, un centro diurno per persone con autismo: insomma, era un progetto composito, che va ripreso per uno spazio partecipativo con un grande protagonismo del Municipio, con il quale abbiamo già avuto contatti, e ne abbiamo avuti anche di informali con le associazioni. Do la mia disponibilità per una commissione per approfondire questo tema, senza promettere nulla di irrealizzabile, ma con la promessa invece di far ripartire quel progetto e rivedendolo nel profondo, anche attualizzandolo, visto che è passato del tempo».
Lo ha detto l’assessore al patrimonio Davide Patrone in risposta all’interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua che chiedeva “informazioni circa il futuro e la progettualità riguardanti l’ex Ostello della Gioventù di via Costanzi”.
