(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Alla luce del question time del Consigliere Cia ieri, pubblicato oggi, riguardante il quantitativo di medici di medicina generale in servizio a 72 anni (DL 2022), e la relativa risposta dell’Assessore Tonina, ci viene difficile comprendere il senso di tale informazione statistica che non prevede tutto il periodo lavorativo dei medici di base. Smi ricorda, infatti, a tutti i protagonisti del question time, ai giornalisti ma soprattutto ai propri medici e ai cittadini trentini, che si deve ad una nostra iniziativa governativa la proposta prima, il recepimento poi, anche dei politici trentini a Roma, dell’emendamento al Decreto Legge29 dicembre 2022, n.198, art.4, convertito con modificazione dalla Legge 24 febbraio 2023,n.14.
Quel primo decreto del 2022, infatti prevedeva, come oggi per la dirigenza medica, la possibilità per i medici di famiglia di andare in pensione a 72 anni. Ma tale articolo, è stato ulteriormente modificato e votato dalla maggioranza governativa attuale. Una misura fortemente richiesta e voluta da Smi trentino, per far fronte alla grave carenza di personale che caratterizza tutt’ora i territori della nostra provincia. E’ stato inserito nel Decreto legge 14 marzo 2025, n.25, art.12 quater, riportante “disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni “ed è entrato in vigore il 15 marzo 2025.
Da quasi un anno, quindi i medici di medicina generale trentini, possono rimanere in servizio, su propria richiesta ad Asuit, fino al compimento del 73° esimo anno di età. Unica categoria di settore a raggiungere questa età prima di pensionarsi. Ed effettivamente, grazie al pronto recepimento del Direttore Generale Ferro, anche questa classe di medici sta lavorando in Trentino, dando il loro preziosissimo contributo alla carenza nazionale di medici di famiglia. Attendiamo ulteriore question time per verificare i numeri.
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Dottor Nicola Paoli
Segretario SMI Trentino
