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PATT – ROVERETO (TN) * SICUREZZA: «A GIUGNO UNA NUOVA ONDATA DI ATTI VANDALICI HA COLPITO IL CENTRO CITTÀ, SERVONO AZIONI COORDINATE ED INVESTIMENTI MIRATI»

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13.22 - venerdì 27 giugno 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La sicurezza è un fatto, non un’opinione. Rovereto si interroga sempre più spesso su quanto sia sicura. Una domanda legittima, alimentata da episodi che hanno colpito la sensibilità dei cittadini e acceso un dibattito che – seppur a tratti polarizzato – non può più essere derubricato a semplice percezione. Anche l’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Giulia Robol (PD), ha dovuto prendere atto che serve fare di più.

In realtà, il tema della sicurezza era già stato sollevato mesi prima da alcune forze politiche locali. In particolare, il PATT di Rovereto aveva evidenziato la necessità di affiancare alle tecnologie di videosorveglianza una presenza più incisiva e strutturata delle forze dell’ordine sul territorio. Una posizione all’epoca bollata da alcuni come allarmismo, ma che i fatti sembrano oggi confermare.

Il caso più grave è senz’altro quello di Iris Setti, una donna di 61 anni, brutalmente aggredita e uccisa il 5 agosto 2023 nel parco Nikolajewka. Un’aggressione di una violenza estrema, un episodio che ha lasciato un segno profondo nel tessuto civile della città, sollevando interrogativi sulla sicurezza dei luoghi pubblici, anche in pieno giorno.

Episodi ripetuti di furti, danneggiamenti e aggressioni – anche a danno di esercizi commerciali – si sono moltiplicati negli ultimi mesi. A febbraio 2025, almeno tre bar del centro storico sono stati presi di mira nella stessa notte. La Locanda al Castello, il Vanilla Cafè e il Caffè De Min hanno subito tentativi di effrazione o danni. Il presidente dell’associazione esercenti, Ciro Di Vito, ha parlato senza giri di parole di “situazione insostenibile”, chiedendo un incontro urgente con l’amministrazione e le forze dell’ordine.

Gli episodi non si sono fermati. A giugno 2025, una nuova ondata di atti vandalici ha colpito il centro città e alcune aree periferiche. Sono state danneggiate vetrine, arredi urbani e saracinesche con scritte offensive, anche in prossimità di scuole e luoghi di culto.

In particolare, il 24 giugno al Millennium Center sono state sabotate 8 colonnine Tesla: tagliati i cavi di ricarica e lasciata una rivendicazione con la frase “Sabotare la società tecnologica. Guerra alla guerra”, apparentemente con motivazioni legate alla Palestina e all’Iran. Un atto avvenuto «in pieno giorno», in un’area ad alta frequentazione, che ha aumentato il senso di insicurezza tra residenti e avventori.

 

Commento della Digos e Polizia di Stato:

Gli inquirenti della Digos di Trento hanno avviato le indagini, visionando i filmati delle telecamere del centro commerciale per individuare i responsabili.
La Questura di Trento conferma che si tratta di un “raid di probabile matrice anarchica”, con cavi tranciati “all’interno di un recinto”, e comunica che “le autorità stanno studiando attentamente le immagini delle telecamere di sorveglianza”. Anche in zone residenziali come Brione e Borgo Sacco, cittadini e residenti continuano a segnalare un aumento di spaccio, atti vandalici e insicurezza, soprattutto nelle ore serali.

Secondo i dati della Prefettura di Trento, nel 2023 i reati complessivi a Rovereto sarebbero in calo del 14,3%, con furti e rapine in diminuzione. Ma a fronte di questi numeri ufficiali, si registra un raddoppio dei reati legati alla droga e un’escalation del disagio sociale. La percezione di insicurezza non è solo un dato soggettivo: è costruita sull’esperienza diretta di cittadini, pendolari, commercianti, giovani e anziani.

Già nell’ottobre 2024, in occasione dell’inaugurazione della nuova control room per la videosorveglianza, il PATT aveva sottolineato come la tecnologia – da sola – non fosse sufficiente. In quell’occasione, furono avanzate proposte puntuali: rafforzare la presenza di agenti nei quartieri sensibili, reintrodurre i pattugliamenti serali a piedi, impiegare unità cinofile antidroga, aggiornare il regolamento di polizia urbana e contrastare il degrado nei parchi e nelle aree più fragili.
Proposte concrete, che non cercavano lo scontro politico ma risposte operative. All’epoca accolte con freddezza. Oggi, tuttavia, alcune di queste indicazioni sono tornate nei discorsi dell’amministrazione, che – come dichiarato pubblicamente dalla sindaca – si è detta disponibile a rivedere l’organizzazione dei controlli e a dialogare con le forze dell’ordine.

Sicurezza non significa militarizzazione, ma attenzione. Non è una battaglia di destra o di sinistra. È una questione trasversale, che riguarda tutti: chi governa, chi fa opposizione, chi lavora, studia, vive la città. Per questo, il PATT di Rovereto ribadisce la necessità di un approccio pragmatico e condiviso, con la cittadinanza al centro. Rovereto ha bisogno di riconquistare spazi di fiducia e serenità. Servono azioni coordinate, investimenti mirati e, soprattutto, la capacità di ascoltare – senza pregiudizi – chi già da tempo aveva acceso la spia rossa sul cruscotto della sicurezza urbana.

 

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Michele Trentini segretario politico sezione PATT di Rovereto
Alessandro Speranza ViceSegretario politico sezione PATT di Rovereto

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