Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia torna a criticare duramente il Superbonus, sottolineando come la misura, promossa dal Movimento 5 Stelle come intervento a favore dell’ambiente, non abbia effettivamente prodotto i benefici green annunciati. Secondo il dirigente nazionale Lino Ricchiuti, i dati ufficiali delle istituzioni raccontano una realtà molto diversa da quella comunicata ai cittadini.
La Banca d’Italia, attraverso l’analisi costi-benefici numero 720 dello scorso ottobre 2022, ha certificato che il Superbonus genera una riduzione delle emissioni di CO2 di soltanto 0,667 milioni di tonnellate annuali. I risultati sono inequivocabili: secondo la banca centrale, la misura non rappresenta una scelta efficiente per contrastare il cambiamento climatico. Nel migliore dei scenari possibili, con condizioni estremamente favorevoli, l’investimento ambientale riuscirebbe a ripagare il suo costo soltanto nel 2067. Nei casi peggiori, l’equilibrio sarebbe raggiunto solamente dopo il 2100.
Questo significa che lo Stato ha utilizzato miliardi di risorse pubbliche per contenere le emissioni, ma i guadagni ambientali accumulati progressivamente parereggiano la spesa effettuata soltanto dopo decenni. Contemporaneamente, un’analoga quantità di denaro investita nel settore delle energie rinnovabili avrebbe garantito risultati significativamente superiori nel presente. L’analisi iniziale considerava una spesa preventivata di 35 miliardi di euro. Attualmente emerge che il costo effettivo ha raggiunto 174 miliardi, moltiplicandosi per cinque. Di conseguenza, il momento dell’equilibrio ambientale si è ulteriormente allontanato.
A dicembre 2024, la Banca d’Italia, tramite lo studio numero 903, ha confermato un ulteriore svantaggio della misura: il Superbonus ha inciso per circa la metà nell’incremento dei prezzi di costruzione nel periodo compreso tra 2021 e 2023. Le persone che non hanno potuto beneficiare del bonus hanno affrontato costi di ristrutturazione molto superiori a causa dell’inflazione generata dalla stessa misura. Risultato: i cittadini hanno pagato due volte, sia come contribuenti che come consumatori.
Il paragone con altri interventi risulta disastroso per il Superbonus. Secondo le medesime valutazioni della Banca d’Italia, le comunità energetiche basate su fonti rinnovabili, con un investimento di soltanto 2,2 miliardi di euro, eliminano 1,5 milioni di tonnellate di emissioni ogni anno e l’investimento si recupera in pochi anni. Con le risorse destinate al Superbonus sarebbe stato possibile finanziare questa stessa iniziativa quasi 80 volte, con effetti ambientali concreti e verificabili.
Una misura che richiede 174 miliardi di euro, produce benefici ambientali che nel migliore dei casi si realizzeranno nel 2067 e ha determinato l’aumento dei prezzi delle costruzioni per l’intera popolazione non può essere considerata una politica green secondo Ricchiuti. Si tratta piuttosto di uno scandalo che l’attuale governo Meloni sta cercando di correggere, sebbene non ne sia il responsabile. Nessun governo serio, aggiunge il dirigente di Fratelli d’Italia, dovrebbe permettere simili errori in futuro.
