(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Si è svolta oggi a Treviso, negli spazi della sede della Provincia, la Conferenza permanente regionale per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità “Abili al Lavoro”, promossa da Regione del Veneto e Veneto Lavoro. L’iniziativa, che si svolge con cadenza annuale, è l’occasione per fare il punto sulle politiche regionali finalizzate a favorire l’attivazione e la partecipazione attiva nel mercato del lavoro delle persone con disabilità, in contesti e ambienti di lavoro idonei a valorizzarne capacità e abilità professionali. Sono stati presentati i dati 2025 del report “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Veneto”, diffuso ogni anno dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro.
Sono 38.131 (dato al 31 dicembre 2025 e in crescita rispetto all’anno precedente) le persone con disabilità occupate in Veneto presso le aziende soggette agli obblighi previsti dalla Legge n. 68/1999. La maggior parte degli occupati è assunta con contratto a tempo indeterminato (91%) e su chiamata nominativa (85%), ovvero attraverso l’individuazione diretta del profilo ricercato, anche con l’eventuale supporto del Centro per l’impiego di riferimento. Nel 2025 ci sono state in tutto 6.334 assunzioni. Cresce anche il numero delle imprese soggette agli obblighi di assunzione: sono 13.125 e danno luogo complessivamente a oltre 49 mila posizioni riservate alle persone con disabilità.
“Il Veneto – interviene il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, Lucas Pavanetto- ha costruito negli anni un solido sistema di politiche attive per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, che comprende strumenti diversificati, risorse cresciute nel tempo, una forte rete territoriale. I progetti, finanziati attraverso il Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità, comprendono contributi per l’adattamento dei posti di lavoro, incentivi all’assunzione, voucher per il lavoro, orientamento e accompagnamento al lavoro, tirocini, contributi per favorire la partecipazione a interventi di politica attiva del lavoro, interventi per favorire il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro”.
“È necessario però- prosegue Pavanetto- lavorare ancora per garantire che il sostegno del sistema raggiunga con maggiore efficacia le persone con disabilità, colmando il divario tra disponibilità e impatto reale. Affrontare il mismatch tra domanda e offerta, supportare le disabilità più complesse e promuovere una cultura degli strumenti disponibili presso i datori di lavoro rappresenta una preziosa opportunità per far evolvere il nostro sistema, trasformando queste sfide in leve strategiche per una crescita inclusiva e duratura. Sta cambiando il panorama normativo attorno a questo settore: la Regione Veneto accoglie la sfida con l’obiettivo di fornire risposte al passo con le esigenze delle persone e del territorio”.
L’assessore regionale al Sociale, Paola Roma, si è soffermata sul ruolo sempre più rilevante che riveste la costruzione di percorsi personalizzati di ascolto, orientamento, accompagnamento e inserimento al lavoro costruiti insieme agli stessi utenti.
“Fondamentale per queste persone è il progetto di vita personalizzato – sottolinea l’assessore Roma-, che parte dalle aspirazioni di ciascuno e dai propri obiettivi. È un cambio di impostazione che, applicato all’ambito lavorativo, ha conseguenze concrete. Tra queste, il rafforzamento degli accomodamenti ragionevoli, ovvero la possibilità per una persona con disabilità di chiedere modifiche all’organizzazione del lavoro, alle mansioni, agli strumenti o all’ambiente, per poter partecipare su base di parità con gli altri lavoratori. Inoltre, va evidenziato anche il nuovo ruolo che dopo le modifiche normative possono assumere gli Enti del Terzo settore, i quali possono stipulare accordi per l’inserimento lavorativo consentendo dunque nuovi canali a disposizione degli utenti. Gli esempi portati oggi dalle cooperative sociali di tipo b sono fondamentali per comprendere la sinergia con i servizi Ulss e i percorsi individuali”.
“Con la riforma della disabilità fortemente voluta dal ministro Locatelli, e la relativa sperimentazione avviata in Veneto e si pongono le basi di un percorso da condividere con tutti gli attori- aggiunge Roma- Centrali sono i temi del progetto di vita personalizzato e l’implementazione attraverso i 24 ambiti territoriali sociali in cui la funzione legata all’integrazione lavorativa dei SIL attraverso le aziende sanitarie è un’opportunità da cogliere assieme ai servizi per l’impiego seguiti da Veneto Lavoro. Siamo in un momento di cambiamento anche per i territori in cui vanno colte le opportunità offerte dalla nuova normativa”.
