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FIMMG – TRENTINO * MEDICI DI FAMIGLIA: «APRIRE IMMEDIATAMENTE UN CONFRONTO CON LE RAPPRESENTANZE PROFESSIONALI, CON FUGATTI E TONINA»

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17.15 - giovedì 7 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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FIMMG Trentino ha espresso attraverso il Segretario Valerio Di Giannantonio pieno sostegno in Segreteria Nazionale FIMMG alla dichiarazione dello stato di agitazione della categoria dei medici di medicina generale convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, in relazione alle ipotesi di riforma dell’assistenza primaria territoriale attualmente in discussione a livello nazionale. I dati OCSE 2025 richiamati da FIMMG nazionale confermano che il modello italiano di assistenza primaria continua a produrre risultati tra i migliori in Europa in termini di riduzione dei ricoveri.

Smantellare il rapporto fiduciario medico-paziente senza evidenze scientifiche che dimostrino un miglioramento del sistema rappresenta un rischio concreto per la tenuta del Servizio sanitario nazionale e quindi provinciale. La questione non riguarda una difesa corporativa ma il futuro concreto dell’assistenza ai cittadini, soprattutto nei territori montani, periferici e nelle aree interne come molte realtà del Trentino, dove conosciamo bene il valore della capillarità territoriale della medicina generale.

Secondo il dossier SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) della Provincia Autonoma di Trento, il 74% dei Comuni è classificabile come area interna, con forte componente periferica o ultra-periferica; circa 230.000 cittadini vivono in aree interne su poco più di 540.000 residenti ed in queste aree la densità abitativa scende a 47,5 abitanti/km (contro oltre 87 di media provinciale); i tempi di accesso ai servizi essenziali possono raggiungere i 40–60 minuti. Oggi sul territorio provinciale operano circa 355 studi di medicina generale, pari a circa uno studio ogni 17 km², mentre le Case della Comunità previste sono 14, cioè mediamente una ogni oltre 430 km².

Sono dati che dimostrano chiaramente come le Case della Comunità possano rappresentare un’opportunità solo se diventano strumenti di integrazione e supporto alla medicina del territorio, non strutture sostitutive del rapporto fiduciario. FIMMG Trentino richiama inoltre il tema della carenza crescente di medici di medicina generale (OCSE: Densità MMG: -13% nell’ultimo decennio), la vera emergenza ignorata dal Governo e aggravata da anni di ritardi contrattuali, incertezza normativa e mancata valorizzazione professionale. Una situazione che rischia di peggiorare ulteriormente se la medicina generale verrà percepita dalle nuove generazioni come una professione priva di autonomia, stabilità e prospettive.

FIMMG Trentino ribadisce quindi la necessità di aprire immediatamente un confronto istituzionale serio con le rappresentanze professionali. “Sollecitiamo il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’Assessore Mario Tonina ed il suo Dipartimento, il Consiglio Provinciale ed il Consiglio delle Autonomie Locali ad esprimere dissenso rispetto al metodo politico e tecnico di riforma in atto, richiamando alla necessità del confronto con i medici.

Difendere il medico di famiglia significa difendere il diritto dei cittadini ad avere cure di prossimità, continuità assistenziale e un rapporto umano costruito nel tempo.” Il Segretario Provinciale generale Fimmg Trentino Valerio Di Giannantonio

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