(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Provincia non rinuncia a perseguire una politica di repressione dei diritti fondamentali degli immigrati. Si parla di ventidue famiglie, composte in prevalenza da mamme e bambini che, con un preavviso di un paio di giorni, entro venerdì 30 maggio dovranno lasciare la residenza Adige alla Vela per essere trasferite in nuove sistemazioni individuate dalla Provincia. Pare che alcune famiglie vivranno a Gardolo, altre in alloggi Itea.
La proprietà della struttura, nei mesi scorsi, aveva chiesto di rientrare in possesso dello stabile. I locali, in un primo momento, dovevano essere lasciati liberi per aprile, poi la Provincia aveva ottenuto una proroga a giugno.
Un trasloco annunciato ma eseguito con un vero e proprio blitz, senza preavviso per le famiglie, violando in questo modo le corrette procedure di trasferimento, soprattutto in situazioni delicate come quelle di immigrati e minori, che dovrebbero essere condotte nel rispetto dei diritti e della trasparenza, garantendo un preavviso adeguato e una comunicazione efficace anche a tutte le istituzioni coinvolte, come il Comune e gli istituti scolastici che accolgono i ragazzi/e.
Il timore delle famiglie è che gli studenti non riescano neppure a finire l’anno scolastico, visto che non sanno ancora con precisione dove saranno spostate e quindi quale scuola i figli dovranno frequentare.
Preoccupano le modalità con la quale la Provincia ha seguito questa vicenda. Infatti non ha mai risposto alle sollecitazioni del Comune di Trento che da mesi chiedeva informazioni per potersi attivare con i servizi, né a quelle degli istituti scolastici che si informavano se gli studenti sarebbero rimasti o sarebbero stati spostati e le tempistiche.
Ma questa è la politica perseguita dalla Provincia, calpestare i diritti delle persone più deboli, trattandoli alla stregua di pedine su una scacchiera, da spostare a piacimento.
Entro la fine dell’anno chiuderà anche la Residenza Fersina che ospita attualmente circa 280 richiedenti asilo. Un modello di accentramento delle persone che si è rivelato per tanti aspetti fallimentare, sia per la pericolosità e tensione sociale creata dalla convivenza sotto lo stesso tetto di un numero così elevato di persone, sia per la scarsità di risorse dedicate, in particolare ai soggetti più fragili e vulnerabili. Con l’accoglienza accentrata a Trento la Provincia ha scelto l’emarginazione di queste persone, negando loro l’integrazione.
Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia per sapere:
la motivazione del mancato, congruo preavviso di spostamento, alle famiglie ospitate presso la Residenza Adige;
la motivazione per la quale si è ritenuto di non rispondere alle sollecitazioni del Comune di Trento e degli Istituti scolastici coinvolti, che chiedevano informazioni sul trasloco delle famiglie;
se non ritenga che sia mancata una corretta programmazione dello spostamento di queste famiglie;
se si sta programmando il ricollocamento delle persone che ora risiedono alla residenza Fersina e quale è l’orientamento della Giunta su questa questione;
se, lo chiedo per l’ennesima volta, non sia l’occasione per tornare ad un modello di accoglienza diffusa, modalità che favorisce l’inserimento in comunità più piccole e diverse, creando un senso di appartenenza e riducendo eventuali tensioni sociali. Un processo di accoglienza più umanizzato e sicuramente più efficace.
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Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra
