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FOCUS – “N/A” * 28/11: «L’82ESIMA VITTIMA, L’ITAVIA DOPO USTICA: LA STORIA MAI RACCONTATA» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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12.45 - giovedì 27 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Strage di Ustica, con le sue 81 vittime e i successivi insabbiamenti su cause e modalità, azzera anche la compagnia aerea di Aldo Davanzati. Il mainstream, nelle settimane successive alla tragedia, inquadra l’evento come conseguenza di un’implosione strutturale su una “bara volante”.

L’82esima vittima – L’Itavia dopo Ustica: la storia mai raccontata va onda su Focus, venerdì 28 novembre, alle ore 22.20. Lo speciale – inedito ed esclusivo – ricorda la vicenda della compagnia che, dopo la strage del 27 giugno 1980, cessò le operazioni il successivo 10 dicembre.

A cura di Antonio Nasso, documenta il clima vissuto da manager e collaboratori dell’azienda fondata da Giovanni Battista Caracciolo nel 1958. Tra le testimonianze raccolte: Daria Bonfietti, co-fondatore e presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica; Cesare Plantulli Lambert e Giorgio Grilli, ex comandanti Itavia; Giuseppina Antimi, ex hostess Itavia; Antonio Bovolato e Carla Camaleone, ex dipendenti Itavia; Giovanni Marchese, ex dipendente Itavia dello scalo di Palermo; Giampiero Maldini, ex dirigente Itavia; Flavio Favelli, artista, autore del video fine Giugno Giardino Saliceto; Giovanni Fasanella, giornalista e saggista, autore di Intrigo Internazionale.
Il geologo Franco Foresta Martin, inoltre, spiega che la strage ebbe a luogo a 110-120 km da Ustica, in un punto del Tirreno a metà strada fra Ponza e l’isola a nord-ovest di Palermo.

La Strage di Ustica, con le sue 81 vittime innocenti e i successivi insabbiamenti su cause e modalità, azzera la compagnia aerea rilevata da Aldo Davanzati nel 1965. Ai debiti del Gruppo, si aggiungono le comunicazioni allo sbando di governo e stampa: un mainstream che, nelle settimane successive alla tragedia, inquadra l’evento come conseguenza di un’implosione strutturale avvenuta in una “bara volante”.
Già pochi mesi dopo la strage, Davanzali scrive al Ministro dei Trasporti Rino Formica attribuendone le cause al lancio di un missile. Negli anni a seguire, l’imprenditore spende tutte le sue risorse per difendersi dalle accuse di scarsa manutenzione dei velivoli. Solo nel 2018, la Cassazione ha sancito l’obbligo per i Ministeri delle Infrastrutture e della Difesa di risarcire la compagnia, fallita dopo l’abbattimento del DC-9. La principale motivazione della sentenza fu: «Omessa attività di controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica». Davanzali è morto nell’indigenza, nel 2005.

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