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CONSULTA PAT PER LA SALUTE * “DALLA MEDICINA DELLA MALATTIA ALLA MEDICINA DELLA PREVENZIONE”: PRESIDENTE VILIOTTI, «PREVENZIONE E SALUTE DEVONO RESTARE SALDAMENTE GUIDATE DAL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO»

Scritto da
14.19 - venerdì 17 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Comunicato al dibattito “dalla medicina della malattia alla medicina della prevenzione”.

La Consulta provinciale per la salute accoglie con interesse il dibattito avviato dalla Provincia autonoma di Trento sul passaggio “dalla medicina della malattia alla medicina della prevenzione” e sulle sfide poste dall’invecchiamento della popolazione.
Come rappresentanza delle associazioni di pazienti e familiari, riconosciamo pienamente il valore di una sanità che investe sulla promozione della salute, sulla medicina territoriale, sulle Case della comunità e su percorsi capaci di prevenire l’aggravarsi delle patologie croniche prima che si traducano in ricoveri o accessi impropri ai servizi.

Allo stesso tempo, riteniamo necessario sottolineare alcuni punti di attenzione rispetto alla prospettiva, delineata nel dibattito provinciale, di un “ruolo crescente” del sistema assicurativo privato nel modello di salute trentino.

Innanzitutto, la prevenzione e la presa in carico della salute devono restare saldamente guidate dal servizio sanitario pubblico, in coerenza con i principi di universalismo, equità ed eguaglianza dei diritti che hanno fondato la storia sanitaria del nostro territorio. Il sistema delle assicurazioni sanitarie, per sua natura, tende a finanziare la sanità privata, accreditata o meno, rafforzandone il peso e producendo percorsi di accesso differenziati tra cittadini che dispongono di coperture assicurative integrative e cittadini che si affidano esclusivamente al canale pubblico.

In questa prospettiva, ci colpisce anche l’assenza dal dibattito di due elementi fondamentali: da un lato, il richiamo alla necessità di incrementare la spesa sanitaria pubblica, in rapporto al Pil e pro capite, per allineare l’Italia e il Trentino ai livelli dei principali paesi europei, dall’altro, una strategia chiara per investire sulla formazione e sul lavoro dei professionisti della salute – medicina generale e specialistica, infermieristica, riabilitazione, psicologia, sociale sanitario – che sono il vero motore quotidiano del sistema.

In un contesto di elevata pressione fiscale sul lavoro e sulle famiglie, con un finanziamento pubblico della sanità non adeguato agli standard europei e, soprattutto, con coperture assicurative integrative che non sarebbero garantite dallo Stato o dalla Provincia alle fasce socialmente più fragili, l’espansione di strumenti assicurativi rischierebbe di tradursi in un ulteriore onere economico per i cittadini, più che in un reale rafforzamento della tutela universale.

Il tema della prevenzione, inoltre, non può essere ridotto a una dimensione individuale di stile di vita, né a una leva commerciale per prodotti assicurativi. La prevenzione è una politica pubblica che chiama in causa i determinanti sociali di salute, le condizioni di lavoro e di reddito, l’ambiente, l’accesso ai servizi, la continuità assistenziale, il sostegno alle famiglie che vivono condizioni di cronicità, disabilità o fragilità psico-sociale. È su questi piani che la comunità trentina deve misurare la propria capacità di “allungare gli anni in buona salute” per tutte e tutti.

Per questi motivi, la Consulta provinciale per la salute ritiene che la via per la sostenibilità del sistema non sia lo spostamento progressivo verso modelli assicurativi, ma: un incremento del finanziamento coerente con il contesto europeo, un investimento deciso sulla formazione e sul lavoro degli operatori sanitari, il rafforzamento della medicina territoriale e della prevenzione di comunità, un investimento sul miglioramento del governo delle liste d’attesa e la riduzione della quota di spesa sanitaria a carico diretto delle famiglie.

Solo su queste basi ogni eventuale intervento assicurativo potrà davvero essere complementare e non sostitutivo del servizio sanitario pubblico.

Il Trentino ha tutte le carte in regola per essere ai vertici nazionali non solo per le performance misurate dai rapporti tecnici, ma anche per la capacità di costruire un modello di prevenzione e di presa in carico che non lasci indietro nessuno, nemmeno i più fragili. È questa la direzione che, come Consulta, riteniamo debba orientare ogni “nuovo modello” di salute per la nostra comunità.

 

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Elisa Viliotti

Presidente Consulta Pat per la Salute

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