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CGIL FP – FP CISL – UIL FPL / TRENTINO * SANITÀ: «SAN CAMILLO, L’AUTONOMIA INVESTE NEL CEMENTO MA CONTINUA AD IGNORARE IL LAVORO»

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16.35 - sabato 20 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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FP CGIL, CISL FP e UIL FPL: un’Autonomia che investe nel cemento ma continua a ignorare il lavoro al San Camillo

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL esprimono profonda preoccupazione di fronte alle scelte dell’Autonomia provinciale che, ancora una volta, dimostrano di privilegiare la tutela del patrimonio immobiliare rispetto alla tutela del lavoro e della dignità professionale di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali alla collettività.

L’acquisto dei muri del San Camillo con risorse pubbliche viene presentato come un’operazione di salvaguardia strategica, ma nei fatti si traduce in un intervento che protegge esclusivamente la proprietà, lasciando irrisolti i problemi strutturali, gestionali e occupazionali che da anni affliggono la struttura. I lavoratori e le lavoratrici restano così prigionieri di una crisi senza fine, fatta di incertezze, promesse mancate e assenza di una visione complessiva.

Blindare le strutture senza accompagnare questa scelta con un piano sanitario e occupazionale credibile non rappresenta una soluzione, ma un semplice palliativo. È inaccettabile che, a fronte di investimenti milionari nel cemento, si continui a ignorare l’emblema di questa crisi: da anni senza rinnovo contrattuale, salari erosi dall’inflazione, organici sotto pressione e carichi di lavoro sempre più pesanti. La sicurezza degli edifici non può essere separata dalla sicurezza del lavoro e dalla stabilità di chi vi opera.

Alberto Bellini, Giuseppe Pallanch e Giuseppe Varagone denunciano una politica che rischia di ridurre le istituzioni a una mera agenzia immobiliare, incapace di assumersi la responsabilità di garantire un futuro al San Camillo e alle professionalità che lo rendono vivo ogni giorno. In questo contesto, la dignità di chi cura, assiste e lavora nella struttura continua a scivolare pericolosamente verso il baratro dell’abbandono e della precarietà.

Rivolgiamo quindi una richiesta chiara e diretta alla Provincia: quali garanzie reali e vincolanti sono state pretese a tutela dei lavoratori e dei loro salari prima di procedere all’acquisizione della struttura? Quali impegni concreti sono stati assunti per assicurare la continuità occupazionale, il rinnovo contrattuale, la valorizzazione professionale e la qualità dei servizi erogati ai cittadini?

Chiediamo inoltre massima trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche: dove finiranno i soldi destinati all’acquisizione del San Camillo? Quali benefici tangibili produrranno per il personale e per il sistema sanitario territoriale? Non è accettabile che ingenti fondi vengano impegnati senza un ritorno chiaro in termini di diritti, salari, condizioni di lavoro e qualità dell’assistenza.

Non servono silenzi, rinvii o dichiarazioni di principio. Servono certezze sul domani, un progetto serio e condiviso e un cambio di rotta che rimetta al centro il lavoro. La salvaguardia del patrimonio pubblico non può e non deve avvenire a scapito dei diritti di chi opera quotidianamente sul campo e garantisce, con professionalità e sacrificio, la salute pubblica.

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL continueranno a vigilare e a mobilitarsi affinché il San Camillo non diventi l’ennesimo simbolo di una politica che investe nei muri ma dimentica le persone.

 

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A. Bellini (FP CGIL)
G. Pallanch (CISL FP)
G. Varagone (UIL FPL Sanità)

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