(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Carabinieri di Bolzano: arresto per truffa aggravata con il metodo del “finto Carabiniere”. Recuperati monili e denaro, provento di reato
Nella serata del 31 marzo 2026, a Bolzano, i militari della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri, coadiuvati dal personale della Sezione Radiomobile, della Stazione Carabinieri di Bolzano e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, hanno tratto in arresto un soggetto ritenuto responsabile di truffa aggravata, deferendo in stato di libertà altri due soggetti, tutti coinvolti a vario titolo nella medesima attività illecita.
L’operazione scaturisce da una segnalazione pervenuta nella medesima giornata da parte di una cittadina anziana, vittima di una truffa perpetrata con il noto stratagemma del “finto Carabiniere”. L’immediata attivazione di un mirato dispositivo di osservazione, controllo e pedinamento, già predisposto a seguito delle numerose denunce raccolte nei giorni scorsi, ha consentito ai militari di individuare e fermare un’autovettura sospetta nei pressi dell’abitazione della vittima, subito dopo che uno degli indagati si era allontanato dall’immobile.
La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire monili in oro e denaro contante, risultati provento dell’attività truffaldina, nonché verosimilmente riconducibili ad ulteriori episodi analoghi avvenuti recentemente nel territorio. La refurtiva è stata sottoposta a sequestro.
Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria presso le camere di sicurezza del Comando Provinciale Carabinieri di Bolzano.
L’operazione testimonia l’elevata attenzione dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto a un fenomeno particolarmente odioso, che colpisce in prevalenza le fasce più vulnerabili della popolazione.
Nel corso dell’attività è stato inoltre recuperato un anello nuziale in oro recante un’incisione con un nome femminile e la data “03.08.1968”, verosimilmente provento di altra truffa.
Il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Bolzano, Ten. Col. Stefano Esposito Vangone, ha dichiarato: “Il reato di truffa, soprattutto quando realizzato con il metodo del cosiddetto “finto appartenente alle Forze dell’Ordine”, si caratterizza per una particolare insidiosità, facendo leva sulla buona fede e sul senso civico delle vittime. È fondamentale ribadire con forza che i Carabinieri non richiederanno mai, in alcuna circostanza, la consegna di denaro, gioielli o altri beni di valore. In presenza di qualsiasi situazione sospetta, l’invito è quello di contattare immediatamente l’Arma, evitando ogni forma di interlocuzione con soggetti sconosciuti.”
“Rivolgo, altresì, un appello alla cittadinanza e, in particolare, a coloro che ritengano di essere stati vittime di analoghi raggiri nei giorni scorsi, affinché si rivolgano ai Carabinieri di Bolzano per visionare i monili recuperati nel corso dell’operazione. Tra questi figura una fede nuziale con incisione datata 03.08.1968, che potrebbe consentire di individuare ulteriori persone offese e restituire loro i beni sottratti.”
L’Arma dei Carabinieri rinnova il proprio impegno nella prevenzione e repressione delle truffe, invitando i cittadini a mantenere sempre alta la soglia di attenzione e a segnalare tempestivamente ogni episodio sospetto.

