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LETTERE AL DIRETTORE

PACCHER (CONSIGLIO PAT – LEGA) * EUREGIO: «DA CORNICE ISTITUZIONALE A PROGETTO POLITICO CONDIVISO»

Scritto da
12.01 - sabato 28 giugno 2025

Gentile direttore Franceschi,

allego quanto oggi pubblicato sul quotidiano “IlT”, anche per consentire la visione ai lettori di Opinione.

Roberto Paccher
Consiglio Provincia Trento (Gruppo Lega)

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L’Euregio: da cornice istituzionale a progetto politico condiviso.
Ci sono momenti, nel rapporto tra territori che condividono radici comuni e visioni simili, in cui occorre decidere se restare nella confortante zona della cooperazione o provare a costruire qualcosa di più solido e ambizioso. L’Euregio – che unisce Trentino, Alto Adige e Tirolo – si trova proprio a questo bivio: continuare a essere un laboratorio di collaborazioni positive o trasformarsi in una vera piattaforma politica, capace di incidere concretamente sulla vita dei cittadini.

La recente riunione congiunta dei Consigli regionali – il Dreier Landtag – sembra aver lanciato un segnale importante: la volontà di andare oltre il confronto simbolico e iniziare a fare scelte condivise. Perché, a ben vedere, questi tre territori non si limitano a spartire un confine geografico: vivono sfide comuni, dal turismo alla gestione del traffico sul Brennero, dalla tutela dell’ambiente montano allo sviluppo sostenibile, alla gestione sempre più urgente dei grandi carnivori. E, forse fatto ancor più rilevante, condividono un’impostazione istituzionale simile, fondata sul delicato equilibrio tra autonomia e responsabilità.

Negli ultimi anni, il dialogo si è intensificato, portando a progetti tangibili, soprattutto nei settori della mobilità e della formazione. Ma adesso si pone una domanda inevitabile: è arrivato il momento di fare un passo in avanti? Il rischio, altrimenti, è che l’Euregio resti una bella idea, evocata nei discorsi ufficiali ma poco presente nella quotidianità politica.

Nessuno chiede di creare un nuovo livello di governo. Ma è legittimo domandarsi se l’Euregio possa evolversi in una voce più autorevole, in grado di incidere anche a Bruxelles, ad esempio sui fondi europei, sulle politiche ambientali o sul tema dei trasporti. Non è una questione tecnica, ma politica. Serve coraggio, ma anche una visione chiara: strumenti operativi, obiettivi condivisi, regole trasparenti. Un esempio concreto?

Noi, il Consiglio regionale del Trentino Alto che mi onoro di presiedere, in seno alla Calre stiamo portando avanti da capifila un progetto di valorizzazione dei territori di montagna che ci permetta di interloquire con l’Europa su un piano concreto. Fuori dall’accademia. Cito questo per dire che il tempo delle intenzioni è finito. Se davvero crediamo in questo progetto, dobbiamo assumerci la corresponsabilità di farlo crescere.

Perché il futuro dell’Euregio non è solo una speranza: è una scelta concreta, che può fare la differenza per chi vive, lavora e costruisce ogni giorno la propria vita tra queste montagne.

 

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