Egregio Direttore,
in questi giorni che precedono il Natale, passeggiare per le vie di Trento è come camminare in un sogno. La città, già splendida in ogni stagione, si trasforma in un luogo incantato: luci che scintillano tra piazze e vicoli, profumi di dolci e spezie che si diffondono dai mercatini, melodie che si intrecciano nell’aria e sorrisi di turisti e famiglie che si lasciano avvolgere dalla magia del Natale.
Ogni angolo sembra raccontare una storia, ogni passo regala un piccolo brivido di meraviglia. Eppure, in mezzo a tanta bellezza, un velo di malinconia accompagna i miei passi. In alcuni angoli, dove la città dovrebbe essere ammirata e rispettata, il degrado ferisce l’armonia: bivacchi, sporcizia, incuria che oscurano spazi destinati allo stupore e alla gioia di grandi e piccoli. Persone che non colgono l’incanto di ciò che le circonda, dimenticando che ogni piazza e ogni vicolo custodiscono memorie, tradizioni e emozioni che meriterebbero rispetto.
Ricordo con nostalgia una Trento diversa, quella delle mie memorie d’infanzia: la città è bella tutto l’anno, ma durante il Natale tutto sembrava avvolto da un incanto speciale. Le luci che decorano le vie, la fiera di Santa Lucia e i mercatini di Piazza Fiera ci sono ancora oggi, ma un tempo ogni dettaglio era più magico: Trento era tutta da scoprire, e si attendeva con ansia l’arrivo del Natale, con un’emozione capace di riempire ogni angolo della città di stupore e armonia. Ogni passo tra le vie illuminate, ogni visita alla fiera, era un piccolo viaggio nel cuore delle nostre tradizioni, un momento che accendeva il cuore e gli occhi di grandi e bambini.
Oggi, tra luci scintillanti e segnali di degrado che feriscono lo spirito della città, sento il bisogno di lanciare un appello: custodiamo Trento, amiamola, rispettiamola. Solo così la sua bellezza potrà continuare a emozionare chi la vive e chi la visita, regalando a tutti, grandi e piccoli, la gioia di un Natale davvero magico.
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Katia Rossato
