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LETTERE AL DIRETTORE

CONSULTA PAT SALUTE * ASUIT / TREC+ E CUP: PRESIDENTE VILIOTTI: «SI ATTIVI IL NUOVO SERVIZIO “FARMACUP”, CHE COINVOLGA LE FARMACIE IN SPORTELLI DECENTRATI»

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08.18 - domenica 15 febbraio 2026

Gentile direttore Franceschi,

come Consulta provinciale della Salute raccogliamo da mesi segnalazioni di cittadini che incontrano serie difficoltà nell’utilizzo di TreC+ e del CUP per prenotare visite ed esami. Agende non visibili o bloccate, impossibilità di prenotare prestazioni di secondo livello, linee telefoniche sovraccariche e indicazioni divergenti rendono spesso il percorso di accesso alle cure un percorso ad ostacoli. Non si tratta di episodi occasionali o di un semplice inconveniente tecnico, ma di criticità ricorrenti che indicano un sistema costruito più sulle esigenze interne che sull’esperienza delle persone e sulla garanzia effettiva del diritto alla salute.

Il recente passaggio ad ASUIT può spiegare una fase di adattamento, ma non giustifica disservizi prolungati né l’assenza di un piano pubblico e verificabile di rientro, con obiettivi chiari di riduzione dei tempi e di miglioramento dell’accessibilità.

In Trentino, i problemi generali delle liste d’attesa si sommano a vulnerabilità specifiche del TreC+/CUP – agende non aperte, canali non allineati, ridotte alternative per il cittadino – generando frustrazione e sfiducia. Per uscire da questa situazione non bastano interventi tecnici puntuali: serve una revisione dell’architettura complessiva del sistema di prenotazione, orientata alla trasparenza, alla tracciabilità delle domande e a un uso maturo delle tecnologie digitali.

Proponiamo l’attivazione strutturale di un servizio di FarmaCUP, che trasformi le farmacie in veri e propri sportelli decentrati del Centro Unico di Prenotazione provinciale. Attraverso un collegamento informatico diretto con il CUP, il cittadino dovrebbe poter prenotare in farmacia visite specialistiche ed esami diagnostici erogati dalle strutture pubbliche e convenzionate, con la possibilità, ove previsto, di pagare il ticket e di ricevere informazioni su impegnative, esenzioni e disponibilità delle diverse sedi.

Modelli regionali già consolidati, come quello dell’Emilia-Romagna, dimostrano che una rete di farmacie connesse al CUP può alleggerire gli sportelli, ampliare le opportunità di prenotazione sul territorio e offrire un supporto personalizzato alle persone meno avvezze agli strumenti digitali. Chiediamo che TreC+/CUP adotti un modello stabile di presa in carico digitale delle richieste, superando la pratica delle “agende chiuse”.

Ogni cittadino, indipendentemente dal canale utilizzato (app, web, telefono, sportello, farmacia), deve poter registrare in ogni momento la propria domanda di prenotazione, indicando prestazione, priorità e una o più fasce temporali preferite, anche in assenza di slot immediatamente disponibili. La richiesta deve diventare un diritto tracciato che l’Azienda è tenuta a gestire, non un tentativo andato a vuoto perché “il sistema non apre l’agenda”.

Tutte le domande registrate dovrebbero confluire in una lista di presa in carico unica, governata da criteri espliciti e coerenti con le priorità cliniche, e supportata da strumenti di analisi avanzata e, dove appropriato, da intelligenza artificiale. Questi strumenti dovrebbero essere usati per ottimizzare le agende, individuare i colli di bottiglia e generare proposte automatiche di appuntamento.

Le proposte vanno comunicate al cittadino tramite notifica sull’app TreC+, sms, email o chiamata, garantendo tempi massimi di richiamata differenziati per classe di priorità e resi pubblici. Se la persona non risponde, lo slot torna disponibile per altri, ma la richiesta resta attiva e in carico al sistema fino a una nuova proposta. La tecnologia deve alleggerire il carico sulle persone, non scaricare su di loro la gestione delle inefficienze organizzative.

L’intelligenza artificiale, se ben progettata e regolata, può diventare un supporto importante per ridurre disuguaglianze, rendere visibili i colli di bottiglia e programmare meglio l’offerta. In altri sistemi sanitari queste soluzioni sono già operative. Nel NHS inglese, ad esempio, strumenti predittivi sono stati impiegati per individuare i pazienti più a rischio di mancata presentazione, personalizzare i promemoria e proporre rapidamente appuntamenti alternativi, con una sensibile riduzione delle assenze e un effetto diretto sulle liste d’attesa. In realtà come Shanghai, modelli di AI sono stati integrati nei percorsi ambulatoriali per pre‑classificare i pazienti, ottimizzare la sequenza delle visite, riducendo il tempo trascorso in sala d’attesa senza sostituire il ruolo clinico del medico.

Questa evoluzione non è un vezzo tecnologico, ma un modo concreto per mettere la digitalizzazione al servizio del diritto alla salute. Registrazione obbligatoria di tutte le domande, divieto effettivo di sospendere le prenotazioni, pluralità di canali equivalenti (digitale, telefono, sportello, farmacia), uso responsabile dell’intelligenza artificiale per ridurre i tempi: su questi pilastri chiediamo alla Provincia autonoma di Trento e ad ASUIT di costruire, insieme alle associazioni di pazienti, un patto chiaro per una sanità digitale più giusta, trasparente e accessibile.

 

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Dottoressa Elisa Viliotti

Presidente Consulta Pat Salute

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