PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-19 Free - 21 puntata  (format Tv)

Alla proposta di funivia su gomma che l’Ing. Ezio Facchin ha presentato alcuni giorni fa in valle di Fiemme riconosciamo i seguenti meriti;

– dare nuova linfa al tema della mobilità nelle valli di Fassa e Fiemme con l’intenzione chiaramente espressa di proporre un sistema di mobilità che disincentivi il più possibile l’utilizzo dell’automobile

– proporre una visione che partendo da un territorio delimitato es. Cavalese-Moena si possa successivamente allargare al contesto dolomitico

– avere dimostrato che per dare efficienza al servizio di mobilità pubblica bisogna realizzare una corsia preferenziale su tutto il percorso per fare sì che esso non interferisca con la viabilità ordinaria.

Cosa che anche la ferrovia farebbe (2 soli passaggi a livello previsti tra Cavalese e Canazei su strade di secondaria importanza) e che invece il BRT non garantisce dato che viaggia su sede stradale in parte promiscua.

Non vogliamo passare per i soliti bastian contrari che vedono il giusto solo nella propria proposta, ma se sulla proposta funiviaria il parere negativo appare sul sito https://www.funiforum.org/funiforum/node/241306 nel quale il suo fondatore pubblica: “Solo per la certificazione e approvazione di un sistema simile passerebbero almeno 10 anni con il Ministero e commissione trasporti, ed avrebbe tra l’altro molti problemi durante l’inverno con la neve oltre a necessitare di tutti i sistemi della guida autonoma e anticollisione tipo PRT di Heathrow” allora riteniamo sia corretto e doveroso esprimere la nostra opinione

Partiamo dal fatto che nel momento in cui il percorso “funiviario” più si estende, più diventa essenziale la parte su strada rispetto a quella funiviaria per mantenere la velocità e ridurre il numero dei punti di passaggio dalla fune alla strada che fanno perdere tempo.

L’idea delle cabine che a terra sono trasportate dai vagoncini a guida automatizzata è una suggestione interessante, (come tutte la automatizzazioni che sentiamo proporre nel campo dei trasporti) ma limitata nella prospettiva di garantire collegamenti lunghi e tra le vallate.

In altre parole, un sistema molto locale, anche se utile ai turisti e che sarebbe di certo apprezzato: una giostra da luna park per arricchire quello che molti criticano essere il luna park delle funivie. Progetto localistico che considera i turisti, mentre noi da anni continuiamo a difendere l’obiettivo che è ai residenti in primis che dobbiamo riservare l’attenzione di proporre servizi di mobilità pubblica efficiente.

Soddisfatti i residenti, automaticamente abbiamo soddisfatto le esigenze dei turisti. Trattandosi di guida automatizzata su strada esso probabilmente si dovrà confrontare con le leggi della sicurezza dei trasporti.

Il rischio è il percorso su strada debba essere “blindato” ossia essere inaccessibile alle persone. Se così fosse avremmo a che fare con tratti nei quali le valli sarebbero divise fisicamente da una simile barriera. La necessita di costruire le stazioni funiviarie farà prevedere una ulteriore colata di cemento.

Il rischio che noi prevediamo è che ci si inoltri in un percorso che porti alla irrealizzabilità di una simile soluzione o che, se fattibile, si riviva l’esperienza economica fallimentare del minimetro di Perugia.

Altro aspetto non secondario e che sempre più risulta essere vincente nella scelta delle destinazioni turistica è l’esperienza del viaggio. La qualità della vacanza non si limita più al mero soggiorno ma anche all’esperienza che maturiamo durante il trasferimento verso le località turistiche. Non si tratta dunque di spostare solo persone bensì di proporre una esperienza che potrà fare la differenza.

Il rischio dei sistemi automatizzati è dunque quello della banalizzazione del viaggio. Il treno da questo punto di vista non conosce concorrenza e la Svizzera ci insegna tutto a tale proposito.

Il progetto funiviario, così come il BRT , è debole soprattutto perché non risponde alla necessità di risolvere il come connettere le valli di Fiemme e Fassa alla rete nazionale ferroviaria ed al progetto dell’alta velocità che sarà determinante per le future opportunità turistiche.

Tra l’altro, la grande esclusa rimane la valle di Cembra. Dobbiamo insomma ritornate al periodo ante 1963 quando chi viaggiava in treno scendeva a Ora e da lì con il treno della Valle di Fiemme raggiungeva le valli di Fiemme e Fassa. Fu la ferrovia a dare la spinta vincente allo sviluppo della loro economia turistica.

Un obiettivo che riteniamo irrinunciabile per le valli dell’Avisio e che inspiegabilmente, ma correttamente, viene previsto ne caso del progetto della funivia per il Bondone, la Rovereto -Riva del Garda, anello delle Dolomiti ed è realtà per la Trento-Mezzana e Valsugana, ma che una ” regia occulta a Trento” ma che ben conosciamo insiste a negare alle Valli dell’Avisio Come concludere?

Ancora una volta prevale la paura delle “grandi opere” ed il desiderio di avere risultati nel breve termine e spendendo poco ma senza aggredire il problema alla radice. Pur nella diversità delle soluzioni proposte, siamo contenti che nelle valli sia forte la consapevolezza della necessità di impegnarsi nella ricerca delle soluzioni migliori per ridurre il traffico e inquinamento.

Se il sistema funiviario ha un costo al km quasi simile alla ferrovia ed è condizionato dai tempi lunghi necessari per le eventuali omologazioni e dalle incognite economico-trasportistiche, ma se ciò che ci accomuna è dare alle valli delle modalità di trasporto che diano una svolta al modo di viaggiare nelle valli, perché non fare fronte comune per pretendere che l’Esecutivo provinciale a Trento appronti il progetto della Ferrovia dell’Avisio come chiesto da ben 17 mozioni di Comuni e Comunità delle valli di Cembra, Fiemme, Fassa, Trento, Consiglio provinciale Mozione Nr. 38/2014?

Perché questi sono gli Atti di indirizzo politico che le Istituzione del territorio hanno prodotto in questi anni. Ferrovia, tanto banale, quanto sempre più efficace e pronta all’uso. L’esperienza ferroviaria dell’Ing. Ezio Facchin in questo percorso sarebbe certamente preziosa. Valli dell’Avisio svegliatevi! Uscite del letargo e metteteci la facci !

 

*

Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites