Le Confindustria di Olanda, Belgio, Francia e Germania non sono interessate ai pesanti danni ambientali generati dai Tir sul Brennero ed è per motivi commerciali che sono contro le limitazioni del traffico pesante imposte dall’Austria.

Il Governo italiano sbaglia a ritenere che le nuove misure che il Tirolo ha annunciato di adottare dal 1 gennaio 2020 e che introdurrebbero aggiuntive limitazioni alla circolazione di veicoli lungo il Corridoio del Brennero, vìolino il diritto europeo e danneggino il Mercato unico europeo.

Il provvedimento ha come obiettivo la riduzione del l’inquinamento atmosferico sulle strade di un Paese membro della UE che dovrebbe essere anche quello italiano visto che siamo nello stesso arco alpino.

Il diritto alla libera circolazione delle merci e la tutela delle imprese di autotrasporto viene dopo la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. I provvedimenti che scatteranno a gennaio il divieto di circolazione dei Tir Euro 4 e alcune altre limitazioni – non mettono in discussione l’interscambio commerciale tra Italia e Nord Europa, che ha un valore di 200 miliardi di euro l’anno.

Le restrizioni provocherebbero, secondo gli esperti, solo lievi danni economici agli autotrasportatori più inquinanti che sarebbero così incentivati all’acquisto di Tir euro 6.

Stupisce che il Ministro ambientalista Danilo Toninelli in questa occasione faccia da megafono alle proteste della Confcommercio e non abbia pensato invece a una soluzione di reciprocità, estendendo le restrizioni austriache ai mezzi inquinanti anche sul tratto italiano del corridoio autostradale cioè dal Brennero fino a Verona.

 

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Dario Balotta

PRESIDENTE ONLIT –  OSSERVATORIO NAZIONALE LIBERALIZZAZIONI INFRASTRUTTURE E TRASPORTI