La realtà che ci viene quotidianamente rappresentata a livello istituzionale non è purtroppo quella reale, ci continuano a chiamare colleghi delle cure domiciliari e dei reparti/servizi ospedalieri e delle Apsp per segnalarci la carenza di adeguati dispositivi di protezione, in alcuni casi hanno dovuti comprarseli di persona o sono gli sono stati forniti tramite generose donazioni di privati, che ringraziamo di cuore.

L’ISS sottolinea che le raccomandazioni fornite sono basate sulle evidenze scientifiche attualmente disponibili a tutela della salute dei lavoratori e dei pazienti e degli orientamenti delle più accreditate organizzazioni internazionali. Il documento che lo stesso organismo ha prodotto ci ha dato chiare indicazioni sull’utilizzo dei dispositivi di protezione (guanti, mascherine, camici, occhiali, tute,ecc), con particolare riferimento ai principali contesti nei quali operano i nostri professionisti sanitari, che assistono a livello ospedaliero e domiciliare i pazienti affetti da Covid-19. In tali contesti si raccomanda l’uso delle mascherine con filtranti facciali (FFP2 e FFP3) in tutte le occasioni a rischio , purtroppo ancora non sono presenti in maniera adeguata nelle nostre realtà sanitarie.

La situazione nelle terapie intensive dell’Ospedale S.Chiara è grave, un infermiere è costretto a seguire fino a 6 pazienti in contemporanea, quando in tempi normale ne seguiva 2, le pneumologie di Arco e Trento sono sotto una grande pressione, così come tutti gli altri reparti covid. Ora, con la dimissione sempre più frequente di pazienti covid, si pone anche la problematica di assisterli in isolamento a livello domiciliare, in quell’ambito i nostri professionisti hanno bisogno di un’adeguata formazione, idonei presidi di protezione e macchine aziendali, per questo abbiamo richiesto un confronto con i responsabili infermieristici delle cure primarie. A tutt’oggi sono oltre 100 gli operatori sanitari dell’Azienda sanitaria che hanno contratto il coronavirus, per la stragrande maggioranza infermieri, alcuni dei quali anche ricoverati, ecco chi sta pagando il prezzo più alto!

I nostri infermieri rappresentano la vera forza vitale del nostro servizio sanitario e si stanno ammazzando di lavoro in prima linea dal primo minuto, sono quelli che non tutti vedono mentre lasciano l’ospedale con i volti tumefatti per l’uso dei dispositivi di sicurezza, o con mani e piedi gonfi dopo dieci ore di lavoro continuativo, quelli che hanno difficoltà anche a respirare nelle loro tute di protezione, quelli che non riescono nemmeno ad andare in bagno durante il servizio e sono costretti a mangiare in piedi per risparmiare tempo. Ebbene è arrivato il momento di pensare proprio a loro, riconoscendo economicamente fin da subito l’immane sforzo compiuto da tutti gli infermieri trentini di tutti i comparti (Pubblico, Privato e Apsp). Per ora la Giunta ha riconosciuto un aumento economico soltanto a un dirigente provinciale, che non ha operato certo in una situazione di rischio cosi’ come lo hanno fatto tanti nostri colleghi.

Per non dimenticare dopo…. ricordiamoci subito di loro!

 

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Cesare Hoffer

Coordinatore Nursing up Trento