La prescrizione com’era, com’è, come forse sarà. E come funziona all’estero. La prescrizione non è un trucco per evitare la giustizia, ma un presidio di civiltà giuridica.

Nel Consiglio dei ministri del 13 febbraio, il Governo ha trovato l’intesa, in assenza e con l’opposizione di Italia Viva, sulla controriforma della prescrizione. A nemmeno due mesi dalla sua efficacia, la riforma Bonafede, che ha bloccato la prescrizione dal secondo grado di giudizio, sarà con probabilità modificata grazie a un compromesso tra Cinque Stelle, PD e Leu (cd. lodo Conte bis) che ne limita l’applicazione alle sentenze di condanna.

Sulla prescrizione pare al momento giocarsi gioca l’alleanza di governo, date le tensioni interne al governo e palesemente dichiarate dal Giuseppe Conte e da Matteo Renzi. Ma i principi e le regole penali non sono affatto un gioco e è necessario che siano ben compresi dalle persone. Il forte dibattito sorto a seguito della riforma Bonafede è serratissimo e di grande importanza, ma dà forse per scontato che tutti sappiano cosa sia la prescrizione, perché esiste e quali sono i problemi della giustizia penale italiana.

Il focus “Prescrizione: a cosa serve, chi la usa” (PDF) di Antonio Tamburrano intende offrire al lettore le coordinate minime per comprendere di cosa si sta discutendo. Il paper risponde anche alla domanda se la prescrizione funziona solo in Italia, una delle repliche più diffuse a quanti vedono in essa un’anomalia buona solo a coprire i colpevoli. Antonio Tamburrano, spiegando cosa è la prescrizione, a cosa serve, come funziona in Italia e come funziona all’estero, dimostra, tra l’altro, come “la prescrizione non è un trucco per evitare la giustizia, ma un presidio di civiltà giuridica”, non soltanto in Italia.

Il Focus “Prescrizione: a cosa serve, chi la usa” di Antonio Tamburrano è liberamente disponibile qui sotto (PDF).

 

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