MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

E’ andato in scena, oggi, a FICO Eataly World di Bologna il convegno Future IPM4.0, il quarto appuntamento con l’agricoltura sostenibile che si rinnova ormai dal 2013, con l’obiettivo di presentare e discutere le ultime novità in relazione alla difesa sostenibile delle produzioni agricole. L’evento è organizzato da Fondazione Edmund Mach in collaborazione con il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente dell’Università di Trento e da IBMA Italia, associazione che riunisce le aziende che contribuiscono allo sviluppo della bioprotezione nella difesa delle colture, della gestione, sostenibile del suolo, della salute animale, e igiene/verde pubblico, con il patrocinio dell’Organizzazione Internazionale per il controllo biologico e la difesa integrata (IOBC-wprs), Giornate Fitopatologiche, Associazione Italiana per la Protezione delle Piante e Fondazione Fico.

“Sostenibilità è un termine abusato – ha evidenziato il presidente FEM, Andrea Segrè, intervenuto in apertura-. Per questo è importante saperla misurare in modo scientifico, partendo dal presupposto che va declinata in modo diverso a seconda del contesto. Le biotecnologie applicate alla bioprotezione ormai sono una realtà: in questo convegno vengono fornite le istruzioni per usarle nel miglior modo possibile”
L’evento è un aggiornamento pratico su sostanze, tecniche e prodotti ad oggi utilizzabili nell’ambito della bioprotezione (tra cui microrganismi, estratti vegetali, semiochimici ed insetti utili), con una visione approfondita sui benefici che tali prodotti apportano ad una agricoltura moderna. Trecento i partecipanti con una delegazione di studenti del neonato Centro Agricoltura Alimenti Ambiente.

L’incontro, che ha visto intervenire agronomi, consulenti, ricercatori, tecnici, agricoltori , è partito da una analisi del contesto in cui stiamo operando, analizzando le opportunità offerte dall’utilizzo della bioprotezione, ma anche le criticità che si riscontrano nell’applicazione pratiche di questi metodi e prodotti, per arrivare all’analisi degli strumenti disponibili e le modalità per ottenere l’efficacia migliore su ciascuna coltura (vite, fruttiferi, colture orticole, floricole ed estensive), chiudendo con lo stato dell’arte tecnico e normativo sull’uso degli insetti antagonisti.
Si è parlato di strumenti come la confusione sessuale, le trappole tradizionali e innovative, le tecniche fisiche per il contenimento degli insetti quali ad esempio le reti, gli approcci agronomici per rendere le colture più resilienti alle fitopatie, ma anche di bioagrofarmaci a base di microrganismi e molecole naturali, affrontando argomenti tecnico-applicativi, novità emerse nelle più recenti ricerche scientifiche, ma anche aspetti legati alla produzione industriale di questi strumenti e lo stato dell’arte sulle normative e le criticità ancora presenti nella legislazione relativa all’uso dei bioagrofarmaci.

“Le tecnologie di bioprotezione – spiega la direttrice del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente, Ilaria Pertot – forniscono strumenti efficaci e innovativi per la difesa delle piante nell’ottica di un agricoltura moderna. Sono cioè uno strumento fondamentale per sostenere gli agricoltori nel raggiungimento di produzioni di elevata qualità in mondo sempre più competitivo e al contempo attuare efficacemente la direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi fortemente voluta da tutti i Paesi Membri dell’Unione Europea”. Il prossimo appuntamento sarà a Riva del Garda nel 2021 con l’evento internazionale Future IPM 5