Ospitiamo gli anziani contagiati in strutture ad hoc con operatori dedicati. Oggi, 28 marzo, Roberto Battiston, professore di fisica sperimentale all’Università di Trento, dalle pagine di un quotidiano locale, argomenta che per uscire rapidamente dall’emergenza pandemica bisogna isolare tutte le persone positive. Auspica che questa strategia si applichi all’intera popolazione.

Il 13 marzo la Fenalt ha scritto una lettera diffidando le case di riposo: “Come sindacato Fenalt prendiamo le distanze dalle decisioni prese da codesto Ente … crediamo che la salute dei dipendenti sia primaria rispetto a qualsiasi altra scelta, anche quella del trasferimento di tutti gli ospiti infetti o fortemente sospetti presso altre strutture di isolamento”. All’epoca la nostra proposta non fu apprezzata, ma ancora oggi – e col supporto di un eminente studioso – riteniamo che sarebbe la soluzione migliore dove possibile, anche per gli ammalati stessi, che potrebbero essere seguiti meglio da personale dedicato e ben protetto, cosa difficile da fare a macchia di leopardo.

Questo per dire che possiamo ancor far qualcosa per le RSA, perché abbiamo in Trentino delle strutture che possono adattarsi velocemente ad accogliere gli ospiti delle RSA, con operatori dedicati. Riguardo al personale, se si creasse una struttura ad hoc avremmo anche un risparmio di DPI, visto che ad oggi sono un bene raro. Rimane inaccettabile, infatti, che agli operatori venga chiesto di riutilizzare mascherine disinfettandole.

Adottiamo quindi soluzioni nuove, di tipo organizzativo, per accelerare l’uscita dalla crisi sanitaria proprio per difendere i nostri anziani e chi li segue. Con il senno di poi, che adesso conta poco, se allora fossero state prese certe misure, oggi ci troveremmo in questa situazione? Dovevamo aspettare un illustre scienziato? O era una cosa abbastanza scontata, che gli unici ciechi sono stati quelli che dovevano vedere?

 

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Maurizio Valentinotti

segretario generale Fenalt