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CONSUMERISMO * TLC: « DOPO L’ATTACCO HACKER AI DANNI DELLA SOCIETÀ TELEFONICA “HO MOBILE” DI VODAFONE, FURTO DI MILIONI DI DATI SENSIBILI DEGLI UTENTI »

E’ vero e proprio allarme cyber-sicurezza in Italia. Lo denuncia CONSUMERISMO No profit, associazione dei consumatori specializzata in tecnologia, dopo l’attacco hacker ai danni della società telefonica “Ho Mobile” di Vodafone e il furto di milioni di dati sensibili degli utenti.

Il 2021 sarà l’anno nero per la sicurezza informatica, e gli episodi degli ultimi mesi, ultimo quello di “Ho Mobile”, dimostrano che anche colossi del calibro di Vodafone sono impreparati a tutelare adeguatamente i consumatori dagli attacchi hacker – spiega CONSUMERISMO – Furti di tale entità sono purtroppo destinati a ripetersi nel corso del 2021, rappresentando un mercato miliardario che fa gola ai cyber-criminali, sempre più attivi durante l’emergenza Covid, i quali riescono ad arricchirsi rubando e rivendendo sul dark web le informazioni degli utenti.

Basti pensare che sul mercato nero del web esiste un vero e proprio tariffario relativo ai dati sensibili dei cittadini, con listini che vanno dai pochi centesimi di euro per le carte di identità agli oltre 400 euro delle informazioni sui conti PayPal. Stando alla ricerca condotta da Kaspersky, sul dark web è possibile acquistare con soli 0,50 euro i dati di una carta di identità, dai 5 ai 16 euro quelli di una carta di credito; per la patente di guida si va dai 4 ai 21 euro, per il passaporto dai 4 ai 13 euro, fino ad arrivare alle cartelle cliniche degli utenti (per le quali occorre spendere dagli 0,84 euro fino ai 25 euro) agli ambitissimi conti Paypal, il cui tariffario raggiunge 418 euro.

“Siamo in presenza di un vero e proprio allarme, perché i dati venduti nel dark web possono essere utilizzati per estorsioni, truffe, schemi di phishing e per il furto diretto di denaro – spiega il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele – Alcuni tipi di dati, come l’accesso a conti personali o a database di password, possono essere utilizzati in modo abusivo non solo per fini di lucro, ma anche per danni alla reputazione e sociali, tra cui il doxing”.

“Proprio per tutelare la privacy dei cittadini italiani, avvieremo una indagine sulla vulnerabilità delle grandi aziende, che devono essere pronte a far fronte ad attacchi informatici e tutelare nel modo adeguato la sicurezza dei propri clienti” – conclude Gabriele.