PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-19 Free - 21 puntata  (format Tv)

V Commissione su cultura e spettacoli: possibile unificazione dei ddl di minoranza e di Giunta a sostegno del comparto. Alcuni artisti professionisti trentini denunciano: “c’è un’organizzazione che controlla il settore impedendoci di lavorare”.

Sulla situazione del settore artistico e culturale in Trentino, la Quinta Commissione ha ascoltato oggi “Office for a Human Theatre” (Oht) e alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo professionale. Il primo ha proposto d’intesa con altre sette organizzazioni di rivedere il regolamento provinciale che disciplina l’utilizzo del Fondo unico per lo spettacolo. I secondi hanno denunciato l’esistenza nella nostra provincia di “un’organizzazione che controlla il settore impedendo agli artisti professionisti trentini di lavorare”. Sul ddl 56 proposto da un gruppo di minoranza per destinare un sostegno straordinario alle attività culturali e al comparto degli spettacoli dal vivo, l’assessore ha preannunciato che la Giunta presenterà a inizio ottobre un proprio ddl che potrà comprendere alcune disposizioni contenute in questo provvedimento. Per questo si è concordato di aggiornare l’esame dei due testi all’inizio del mese prossimo.

 

Otto associazioni chiedono di aggiornare il fondo unico per lo spettacolo.
Aprendo le consultazioni, il presidente e la responsabile dei rapporti con il territorio e progetti di Oht “Office for a Human Theatre”, specializzato nella ricerca e nella produzione di eventi nel campo dell’arte contemporanea, hanno presentato alcune proposte elaborate nel periodo del lockdown e condivise con altre 7 analoghe realtà locali sullo sviluppo e sul futuro delle attività culturali, per rivedere il regolamento da cui è disciplinato l’utilizzo del Fondo unico provinciale per lo spettacolo (Fus). Il primo obiettivo è di aumentare la capacità economica del fondo a sostegno di queste attività per valorizzare la qualità artistica delle proposte. Seconda idea: occorre distinguere i cluster fermi restano i parametri qualitativi, diversificando i punteggi dedicati alle singole realtà (teatro locale e teatro interregionale e internazionale). Terzo: vanno introdotti premi in termini di punteggio per i soggetti che vincono concorsi. Quarto: sarebbe giusto tener conto dei rapporti con le scuole. Quinto: i soggetti culturali meritano una valutazione non limitata alla parte descrittiva del programma di ciascuna ma anche per la realtà che rappresentano (ad es. se coinvolgono di handicap). Oht chiede anche che le compagnie siano giudicate per le direzioni artistiche qualificate e per gli artisti da cui sono formate. Ancora: la questione giovani: in Trentino c’è un patrimonio culturale importante che ha bisogno di un reale avvicendamento generazionale e che ha un periodico bisogno di rinnovamento. Infine occorre puntare al coinvolgimento dei soggetti interessati non solo al Fus ma su tutte le scelte che la Pat adotta nel settore della cultura e degli spettacoli. Alla domanda di un consigliere di minoranza su cosa si potrebbe fare per promuovere il ricambio generazionale del settore, l’Oht ha risposto che la Provincia potrebbe prevedere incentivi per il coinvolgimento dei giovani anche considerato che le potenzialità oggi non mancano. Una consigliera di minoranza ha osservato che la Provincia avrebbe bisogno di recepire nel regolamento il diverso approccio proposto da Oht in merito ai criteri di valutazione innovativi di cui tener conto, in modo da valorizzare il mondo dello spettacolo, che oggi ha caratteristiche molto diverse rispetto al passato.

La denuncia degli artisti professionisti del Trentino: “esiste un’organizzazione che controlla il settore dello spettacolo impedendoci di lavorare”.
Tre rappresentanti del mondo imprenditoriale dello spettacolo professionale del Trentino, hanno evidenziato il drammatico momento che il settore sta attraversando dall’inizio dell’anno a causa dell’emergenza Covid e chiesto alla V Commissione un confronto con l’assessore e i dirigenti provinciali del comparto per concertare insieme agli artisti la programmazione futura. “Se è vero – hanno osservato – che, come ripete il presidente della Pat, in questo difficile periodo vanno favoriti prodotti trentini, allora non si devono acquistare spettacoli offerti da soggetti provenienti da fuori provincia”. Secondo questi professionisti “non sono i sussidi della Pat a fare la differenza ma la possibilità per i soggetti artistici di poter svolgere il proprio lavoro dopo uno stop che dura dal 24 febbraio scorso. I finanziamenti destinati invece a soggetti esterni al Trentino attraverso ad esempio Oriente Occidente, che da 40 anni riceve fondi dalla Provincia, tolgono risorse e lavoro agli artisti professionali trentini. Questo – è stato detto – è vergognoso”. Ecco perché, hanno aggiunto i tre operatori, “occorre che gli enti che in mano le redini del settore spettacolo nella nostra provincia, come ad esempio il Centro servizi culturali S. Chiara che riceve 7 milioni di euro all’anno e ne incassa 600.000, diano voce agli artisti professionisti e alle imprese culturali locali attive nel campo dell’intrattenimento”. Nel Trentino – ha denunciato un rappresentante del gruppo di artisti, “esiste da anni una vera e propria organizzazione che controlla il settore dello spettacolo e che crea un tappo tale da impedire agli artisti e imprenditori professionali come noi di poter lavorare. Queste cose – ha protestato – vanno rese pubbliche perché un’organizzazione simile deve essere smontata”. Citata anche Fondazione Caritro, che finanzia “associazioni hobbistiche” e non gli artisti professionali trentini”. Anche il rappresentante degli organizzatori dell’Oktoberfest di Trento ha sollecitato la Provincia a confrontarsi con le aziende che producono eventi come questo, per permettere a tutti di lavorare con bandi che tengano conto delle realtà locali.
Sollecitata dai rappresentanti degli artisti professionisti, la presidente della V Commissione ha assicurato che l’organismo si renderà portavoce delle istanze emerse presso il governo provinciale.

 

*

Possibile convergenza tra i disegni di legge di minoranza e della Giunta (in arrivo) a sostegno del settore degli spettacoli dal vivo.

Dopo aver rinviato per l’assenza di un primo firmatario l’esame di due disegni di legge: il 46 “Modificazioni dell’articolo 19 della legge provinciale sulle attività culturali 2007” proposto da un consiglieri di minoranza, e il 40 “Modificazione dell’articolo 19 della legge provinciale sulle attività culturali 2007” proposto da un gruppo di maggioranza, la V Commissione si è nuovamente occupata dal ddl 56 “Sostegno straordinario alle attività culturali in provincia di Trento in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19” proposto da un gruppo di minoranza e sul quale sono già avvenute le consultazioni. Il primo firmatario ha ricordato di aver appreso dall’assessore che la Giunta sta ragionando sull’ipotesi di un proprio disegno di legge. E ha espresso la disponibilità a confrontarsi su un’eventuale proposta di unificazione del due testi. L’assessore ha confermato che il ddl della Giunta è in fase di elaborazione e potrà incorporare gli articoli più interessanti del ddl 56 di minoranza, tenuto conto delle risposte che la Provincia ha già dato a questo settore e alle risorse già previste. Quanto ai tempi, l’assessore ha preannunciato che ai primi di ottobre la Giunta sarà pronta a confrontarsi per valutare la possibile convergenza tra le due proposte, in modo che il ddl di minoranza possa confluire in un provvedimento più corposo. A fronte della disponibilità espressa dall’assessore a ragionare insieme per arrivare ad un eventuale testo unificato, il primo firmatario del provvedimento ha suggerito di sospendere la trattazione del proprio testo. Proposta accolta. Se ne riparlerà ai primi di ottobre.

 

*

Nel programma dell’Ue inserito un riferimento al Recovery fund.
L’organismo conciliare ha infine rinviato l’approvazione della proposta di risoluzione alla comunicazione COM (2020) 37 final della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul programma di lavoro della Commissione per il 2020 intitolato “Un’Unione più ambiziosa”. Una consigliera di minoranza ha chiesto di inserire nel testo un riferimento al Recovery Fund, le cui ingenti risorse potranno essere utilizzate solo sulla base di progetti che anche le regioni e la Provincia. Proposta accolta dalla Commissione che ripresenterà il documento nella prossima seduta. Un consigliere di minoranza ha osservato che questo passaggio appare rituale e privo rilevanza politica definendo il documento “una minestra riscaldata”.