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CONSIGLIO PAT * LAVORI AULA MATTINATA: « DALLA MINORANZA NOTA DI CONDANNA PER LE OFFESE DI SAVOI ALLE CONSIGLIERE AMBROSI E ROSSATO »

Consiglio provinciale, dalla minoranza nota di condanna per le offese di Savoi alle consigliere Ambrosi e Rossato.

La seduta del Consiglio si è aperta con l’intervento del pentastellato Alex Marini che ha comunicato all’aula che le minoranze hanno depositato, a seguito della vicenda Savoi, una richiesta di comunicazioni sulla violenza verbale e sessista. Una richiesta, ha affermato, che parte anche dalle dichiarazioni di condanna per le dell’assessora Segnana, compresa la necessità di avviare una campagna di sensibilizzazione su questo tema. Lucia Coppola di Europa – Verde ha letto una nota firmata da tutti i consiglieri di minoranza (tranne Marini e Ossanna del Patt) di forte condanna per le offese rivolte su Fb da Alessandro Savoi alle consigliere Ambrosi e Rossato passate dalla Lega a Fratelli d’Italia.

Una nota, quella letta da Lucia Coppola, che esprime indignazione per le parole di Alessandro Savoi che, tra l’altro, hanno recato danno all’immagine delle istituzioni. La La consigliera ha inoltre rilevato che l’assessora Segnana condannando il fatto ha però omesso di indicarne l’autore. Quello di Savoi, ha detto ancora Coppola, è un fatto inammissibile anche perché le due consigliere hanno esercitato un diritto garantito costituzionalmente.

Le offese di Savoi, ha aggiunto Coppola a nome delle opposizioni, sono arrivate dopo una lunga serie di atteggiamenti gravi che troppe volte sono state tollerate anche dal presidente. Nella nota, tra l’altro, si chiede un inasprimento del regolamento per ciò che riguarda il comportamento in aula. I capigruppo della minoranza hanno chiesto e ottenuto la riunione immediata dei capigruppo per decidere sulle comunicazioni sul tema del linguaggio violento e sessista e sulla situazione Covid.

 

 

Ecco il testo della nota dei consiglieri di opposizioni:

“I firmatari di questa nota intendono sottoporre all’attenzione del Consiglio provinciale l’incresciosa vicenda che negli ultimi giorni ha interessato, oltre naturalmente alle consigliere Ambrosi e Rossato, anche l’istituzione che siamo qui a rappresentare su mandato dei cittadini, la cui onorabilità è stata fortemente messa in discussione, gettando discredito sull’intero Consiglio provinciale.

Ci riferiamo ai termini usati dal consigliere, e fino a quel momento presidente della Lega, Alessandro Savoi, che in un post su Facebook ha esternato il suo disappunto circa il passaggio delle due consigliere ad altro partito, apostrofandole con termini che sarebbero indegni per un privato cittadino ma sono vieppiù deprecabili se pronunciati da un politico, eletto in un consesso che dovrebbe fare della civiltà e del rispetto il suo elemento distintivo.
Le parole sessiste, misogine e profondamente offensive sono rimbalzate su tutti i media, locali e nazionali, e sulle reti televisive. Condannate in modo bypartisan da tutti coloro che, a prescindere dall’appartenenza partitica, ritengono che i limiti della buona educazione e del rispetto della persona, del bon ton istituzionale, siano stati ampiamente superati.

Pur considerando le parole di scusa del consigliere Savoi, a seguito di molteplici prese di posizione, anche del presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, che hanno sottolineato la gravità di quanto accaduto, e le dimissioni da presidente della Lega, rileviamo che l’ assessora alle pari opportunità, Stefania Segnana, pur condannando il fatto con una nota, ha lasciato nell’anonimato l’autore.

Noi crediamo invece che le cose vadano affrontate con la dovuta chiarezza e a prescindere dal fatto che chi ha sbagliato ci sia amico o collega di partito. Questa reticenza non ha certo preservato il Consiglio da giudizi pesantissimi perché una simile caduta di stile, pur comprendendo il disagio che può causare l’abbandono di un partito, non è decisamente ammissibile. Posto che le consigliere hanno semplicemente esercitato un diritto sancito dalla Costituzione italiana (articolo 67) che prevede che chi è eletto eserciti le sue funzioni senza vincolo di mandato, la loro scelta andava accettata e rispettata. Poteva naturalmente essere oggetto di critica ma utilizzando termini consoni e adeguati al ruolo rivestito.

Dobbiamo purtroppo constatare che questo caso fa seguito ad alcuni episodi accaduti in aula consiliare, dove il consigliere Savoi si è sentito autorizzato, con gesti inappropriati e parole disdicevoli, sovente nel silenzio di chi dovrebbe gestire l’aula vigilando e sanzionando, a esprimere il suo punto di vista.
Riteniamo importante a questo proposito ricordare l’articolo 54 della Costituzione che recita:” I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche, hanno il DOVERE adempierle con disciplina ed onore”.

Una riflessione su questo importante articolo richiede che nel prossimo futuro si intervenga sul Regolamento del Consiglio provinciale prevedendo sanzioni severe nei confronti di coloro che si rendano responsabili di un linguaggio d’odio con esternazioni verbali o scritte, anche fuori dall’aula consiliare, e insulti sessisti, omofobi e razzisti inaccettabili da rappresentanti delle istituzioni”.