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CISL MEDICI – TRENTINO * APSP: PAOLI, « PER RIALZARSI SERVE RAGIONARE IN TERMINI DI QUALITÀ E PROFESSIONALITÀ, CHE SI ESTRINSICHI ANCHE CON INDENNITÀ PER CONTAGIO »

Si continua a parlare di APSP trentine. E si continua a sottolineare, dalle OOSS della funzione pubblica, da UPIPA, APSS e Provincia, dato l’accaduto, che tutti insieme ”dovranno ragionare per trovare modalità organizzative e gestionali diverse da quelle che davano per scontato a gennaio”.

Come sempre vorranno ragionare con un convitato di pietra.

Perchè quello che si continua a non segnalare, e che continua a darsi per scontato anche se è stato fatto un registro provinciale di costoro, organizzato e pagato dalla Provincia autonoma Speciale di Trento, è che i Direttori sanitari medici/Coordinatori medici o clinici medici che in quelle APSP sono stati contagiati ed hanno resistito organizzando il personale tutto; e assistendo, con quel poco che avevano a disposizione, gli ospiti pluripatologici con covid19 che di volta in volta salvavano o vedevano morire, avendo fatto tutto quello che potevano, con quel poco che avevano; senza avere a disposizione neppure le apparecchiature della terapia intensiva ospedaliere, mai sono stati ascoltati attraverso le proprie rappresentanze di categoria e mai è stato chiesto a queste di essere sentiti dalla task force Covid19.

Dobbiamo tornare indietro di molti anni per vedere il rispetto assessorile con cui si considerava anche questa categoria! A quei tavoli, quando ci saranno, abbiamo diritto ad esserci anche noi.

Un colosso che si muoveva su gambe d’argilla, con professionisti contrattualizzati in libera professione, ognuno con un contratto diverso dall’altro, con budget minimali e stipendi comprovati da minutaggi uno differente dall’altro, con reperibilità le più bizzarre è caduto rovinosamente ma va fatto rialzare non con stampelle ma con energiche infiltrazioni di tutele per tutti.

Per rialzarsi serve ragionare in termini di qualità, quantità, professionalità, formazione continua, riconoscimento dei corsi a suo tempo effettuati a livello provinciale, concorsualità omogenea, contrattualità altrettanto uguale per tutti i medici, che si estrinsichi anche con indennità per contagio.

Per chi, non di pietra, li dentro opera clinicamente con dedizione e passione, nonostante minime tutele lavorative, immani plurimi compiti, mancanza di supplenti, mancanza di tutele sulla maternità, nessuna assicurazione sulla malattia e l’infortunio, tranne che per coloro che sono dipendenti ma che si contano sulle dita delle mani.

Si dovrà ragionare anche su questa assenza e su queste mancanze, quando si ragionerà di gestione e di organizzazione, diversamente da quanto si dava per scontato fino a gennaio: possibilmente senza convitati di pietra.

 

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dott. Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino