Claudio Cia ritira l’emendamento sul Forum per la pace e fa cadere quasi 2.000 subemendamenti: “Proposta che ripresenterò”.

In seguito al confronto con i capogruppo della maggioranza ho deciso di ritirare il mio emendamento al disegno di legge sull’assestamento di bilancio. Questo non certo per la polemica sollevata dalle opposizioni o da qualche minoranza rumorosa, ma piuttosto per permettere, attraverso lo stralcio di quasi 2.000 subemendamenti, di agevolare i lavori d’aula e concentrare l’attenzione sulle altre misure a sostegno dei trentini e della nostra economia.

Mi riservo comunque di presentare in altre forme e in altri tempi la mia proposta, convinto come sono che – proprio per la scarsa capacità di influenza su ciò che accade nel mondo – il Forum per la Pace istituito con la legge provinciale n. 11 del 1991, non sia in grado di adempiere alla sua funzione originaria, relativa alla promozione e diffusione della cultura della pace e dei diritti umani, rappresentando quindi un aggravio per le casse provinciali – già fiaccate dalla pandemia e da un Governo centrale sordo alle nostre esigenze – senza che vi sia un ritorno tangibile per i trentini. Questo anche visto e considerato che in passato qualche esponente “in vista” della sinistra trentina (in questi giorni particolarmente attivo sui social invocando di “asfaltare” le mie motivazioni… con buona pace del corso contro il “linguaggio ostile”, promosso proprio dal Forum per la pace!) ha beneficiato dei fondi del Forum per visitare Paesi esteri, nascondendosi dietro il vessillo arcobaleno, per esportare la notoria cultura della pace trentina, a dimostrazione che evidentemente esiste già. Che sia perché quando parlano di “diffusione della cultura della pace” non intendono diffonderla in Trentino, ma in altri Paesi a spese del Trentino?

A chi mi accusa di essere un guerrafondaio rammento che, per diffondere adeguatamente la cultura della pace e della tutela dei diritti umani, non è necessario avere un ente ad hoc. Ad esempio presso la Facoltà di Sociologia di Trento (peraltro rinomata in tutta Italia) si potrebbe avviare un Istituto di ricerca di Polemologia, branca ancora scarsamente conosciuta della sociologia che si propone di studiare la guerra, ed i fenomeni politici e sociali ad essa collegati, con lo scopo di prevenire futuri conflitti, magari intitolandolo a quel Franco Fornari che a Trento insegnò proprio nella Facoltà di Sociologia e che poi fu il fondatore dell’Istituto italiano di Polemologia (ISTIP).