È stato inaugurato oggi a Samone il Museo Vita Lattea, allestito negli spazi dell’ex caseificio turnario. L’intervento di recupero e valorizzazione restituisce alla comunità quella che una volta rappresentava il simbolo dell’identità rurale locale, trasformandola in un centro culturale e didattico dedicato alla promozione del territorio. Lo spazio espositivo custodisce gli strumenti e documenta le fasi del processo caseario tradizionale.
L’evento ha visto la partecipazione della giunta provinciale, dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Zanghellini, dei vertici del Gruppo di Azione Locale (GAL) Trentino Orientale, del vicepresidente del Consiglio Regionale Roberto Paccher e dei consiglieri provinciali Stefania Segnana e Walter Kaswalder, insieme ai rappresentanti delle associazioni locali.
Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha evidenziato come il recupero dell’ex caseificio rappresenti un gesto di profondo rispetto verso le generazioni precedenti. L’edificio non è soltanto un frammento della storia locale, ma il simbolo di un’epoca in cui la vita quotidiana era caratterizzata da fatica, cooperazione e saperi trasmessi da generazione in generazione, elementi che hanno permesso alla comunità di crescere e prosperare.
L’assessore provinciale all’istruzione, cultura, giovani e pari opportunità Francesca Gerosa ha sottolineato come il museo sia nato con la partecipazione attiva della comunità sin dalle sue origini. Ha definito lo spazio come attrattivo e dotato di un allestimento capace di affascinare le scuole e le nuove generazioni. L’assessorato ha assicurato massima collaborazione per integrare il museo all’interno di una rete territoriale, garantendo così una maggiore visibilità e fruizione.
Il sindaco Sergio Zanghellini ha descritto il progetto come uno strumento per riscoprire e valorizzare l’identità storica e culturale del territorio, con un’attenzione particolare alle antiche tradizioni casearie. Il percorso espositivo propone un’esperienza emozionante e interattiva che racconta come questa attività, una volta cardine dell’economia rurale, rappresentasse una risorsa fondamentale per la comunità.
L’investimento complessivo ammonta a 509.686 euro, di cui 194mila finanziati attraverso il bando del Gruppo di Azione Locale (GAL) Trentino Orientale. I fondi provengono da risorse pubbliche compartecipate dalla Provincia autonoma di Trento, dallo Stato e dall’Unione Europea, destinate a interventi di tutela e riqualificazione del patrimonio storico e culturale.
Denis Pasqualin, presidente del GAL Trentino Orientale, ha espresso soddisfazione per l’inaugurazione, evidenziando come il progetto valorizzi Samone e la Valsugana sia da un punto di vista storico che turistico. Il museo rappresenta un’opportunità per rendere nuovamente fruibile una struttura che ha avuto un ruolo fondamentale nella vita del paese e consente ai visitatori di conoscere direttamente le tradizioni e le attività rurali della zona.
I lavori di ristrutturazione dell’edificio, costruito all’inizio del Novecento, hanno portato al recupero delle attrezzature per la lavorazione del latte e dei formaggi. Sotto la regia del curatore Massimo Simini, gli strumenti sono stati pazientemente restaurati e posizionati seguendo fedelmente le fasi del processo caseario tradizionale. È stata inoltre realizzata una mostra fotografica interattiva che arricchisce l’esperienza espositiva.
Il piano superiore ospita una piccola biblioteca dedicata ai ragazzi, pensata per avvicinare le giovani generazioni alla storia locale. Lo spazio è attrezzato anche per laboratori didattici rivolti alle scolaresche e per ospitare eventi culturali. Il museo si propone come luogo vivo all’interno dei circuiti museali della Valsugana, contribuendo a una promozione integrata del territorio anche in chiave turistica.
La realizzazione del museo ha beneficiato di una partecipazione capillare della popolazione locale. Oltre sessanta cittadini hanno fornito strumenti storici, documenti, fotografie d’epoca, memorie personali, oltre a dedicare lavoro volontario e contributi al restauro. Nella giornata successiva all’inaugurazione è stato consegnato un attestato di benemerenza a tutti coloro che hanno dato il proprio contributo, sancendo il legame profondo tra la comunità e questa nuova custode della memoria collettiva.

