(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Con 192 voti favorevoli, zero contrari e 32 astenuti (il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra) la Camera ha approvato ieri – in prima lettura – il disegno di legge di riforma dello Statuto di autonomia. Ora il testo passerà all’esame del Senato, poi se sarà approvato senza modifiche, si passerà alla seconda lettura.
La deputata trentina Sara Ferrari è intervenuta in Aula annunciando il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico, ma esprimendo riserve e perplessità sul metodo e sulla sostanza di quella che, più che una riforma dello Statuto, appare essere solo un intervento di mera manutenzione: “Il testo è solo un aggiornamento linguistico e formale che non realizza quel ‘terzo Statuto’ annunciato a inizio legislatura dal Governo. È il classico topolino partorito dalla montagna, quello che i costituzionalisti del nostro territorio hanno definito un mero lifting, pur sperabilmente utile a superare il contenzioso degli anni passati con lo Stato.
Sottolineo il deficit di metodo con cui si è arrivati a questo risultato: un accordo ai vertici tra governo e presidenti delle due province, senza alcuna partecipazione della collettività regionale, degli enti territoriali e delle assemblee provinciali e regionale. Una scelta che nega lo spirito partecipativo che è la forza della nostra autonomia.
Come ricordava De Gasperi, l’autonomia è un’opera di pazienza e di precisione, mai un atto di fede. Resta, purtroppo, senza motivazione la bocciatura delle mie proposte di miglioramento del testo che prevedeva l’inserimento in Statuto della parità di genere nella rappresentanza, dell’articolo 117 della Costituzione per le Regioni, così come quella relativa al riconoscimento dell’Euregio quale entità transnazionale”.
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