Di Luca Franceschi
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Durante il Question Time al Senato, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini ha lanciato un duro attacco al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, accusandolo di occuparsi di tutto tranne che della sua delega.
Pirondini ha ironizzato sulla recente visita del ministro al gioielliere condannato nel carcere di Bollate, suggerendo che avrebbe fatto meglio a raggiungere la struttura in treno per rendersi conto direttamente dei disagi quotidiani dei pendolari.
I numeri citati dal senatore pentastellato sono emblematici: sessantamila treni dell’alta velocità sono arrivati in ritardo, vale a dire due convogli su tre. In un solo anno i ritardi hanno accumulato oltre 670 giorni, il che significa che in dodici mesi i treni hanno ritardato complessivamente di quasi due anni.
Il parlamentare ha definito questo risultato un record assoluto e un’impresa che sembrava impossibile, ribadendo che il Paese non ha bisogno di un commentatore seriale o di un tuttologo, ma semplicemente di un ministro dei Trasporti che svolga effettivamente il suo ruolo.
L’attacco si è poi esteso al caso Delmastro, con Pirondini che ha rimproverato Salvini per non aver ancora detto una parola sulla vicenda. Ha ricordato che i parlamentari della Lega hanno votato per impedire alla Procura di Roma di acquisire le chat dell’ex sottosegretario con un uomo legato alla camorra.
Il capogruppo M5S si è chiesto di cosa abbiano paura e chi stiano proteggendo, affermando con durezza che un governo che ostacola un’indagine per reati di mafia dovrebbe solo dimettersi.
La conclusione è stata al vetriolo, con un paragone tra le dimissioni del governo e i treni di Salvini: non arrivano mai. Pirondini ha quindi lanciato un ultimatum: tirare fuori quelle chat oppure vergognarsi e andare a casa.
