Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha presentato al Senato un’interrogazione indirizzata al ministro Giorgetti riguardante la crescente presenza del Credit Agricole francese nel sistema bancario italiano. L’atto ispettivo punta l’attenzione sugli assetti che potrebbero determinarsi e sulla loro compatibilità con la tutela del risparmio, della sicurezza nazionale e dell’occupazione.
Secondo quanto emerge dalle cronache giornalistiche degli ultimi giorni, sarebbero in corso valutazioni, che coinvolgerebbero anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per una possibile operazione tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM. In questa eventuale operazione assumerebbe un ruolo centrale proprio il Credit Agricole, che detiene una quota superiore al 29 per cento di Banco BPM, risultando il primo azionista dell’istituto.
Le ipotesi riportate dalla stampa suggeriscono che il consenso del gruppo transalpino potrebbe essere ottenuto attraverso l’espansione e il rafforzamento dell’attività sul territorio nazionale di alcune società controllate direttamente dalla banca francese, tra cui Amundi e Agos, specializzate nella gestione patrimoniale e finanziaria. Si parla inoltre di ulteriori interventi di riorganizzazione della rete distributiva.
Nell’interrogazione presentata, il senatore pentastellato chiede al ministro Giorgetti se un eventuale consolidamento della presenza di Credit Agricole nel mercato bancario italiano, derivante dalle operazioni in corso di valutazione, sia compatibile con l’interesse nazionale e con il principio costituzionale di tutela del risparmio.
L’atto ispettivo mira inoltre a conoscere quali iniziative il Governo intenda adottare affinché i processi di consolidamento del sistema bancario garantiscano effettivamente la sicurezza nazionale, la protezione del risparmio italiano, la salvaguardia dei livelli occupazionali, il mantenimento del pluralismo competitivo, il radicamento nazionale degli intermediari finanziari e l’interesse strategico complessivo del Paese.
