Di Luca Franceschi
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Il ministro Valditara ha dichiarato che nella risoluzione approvata in Commissione non vi sarebbe alcun riferimento all’Islam. Una posizione che merita un chiarimento immediato, soprattutto nei confronti di Rossano Sasso, che proprio nella giornata odierna ha rivendicato l’approvazione del testo come una vittoria contro quella che definisce “islamizzazione delle scuole”.
Sasso ha infatti chiesto esplicitamente di tenere fuori dagli istituti scolastici la cosiddetta “propaganda islamica” e ha persino ringraziato pubblicamente il ministro Valditara per la sensibilità dimostrata sul tema. Una narrazione che appare in contraddizione con quanto sostenuto dal titolare del dicastero dell’Istruzione.
Il testo della risoluzione è ben noto ed è stato riformulato dal Ministero. Se nella versione finale sono effettivamente spariti i riferimenti all’Islam, questo conferma quanto fosse ideologica e propagandistica la crociata da cui quella risoluzione era partita inizialmente.
La questione è lineare: Sasso e Futuro Nazionale continuano ad agitare un’emergenza “islamizzazione” che viene smentita dagli stessi numeri forniti dal Ministero. La scuola viene così trasformata nell’ennesimo terreno su cui costruire paure, individuare nemici e creare divisioni nella società.
Si tratta dell’ennesima manifestazione di una destra che, non avendo risposte concrete ai problemi reali che affliggono il sistema scolastico, cerca consenso inventando emergenze di natura identitaria. L’aspetto più grave della vicenda è vedere il ministro dell’Istruzione che, anziché prendere nettamente le distanze da questa propaganda, sembra fare l’occhiolino a Sasso e a Futuro Nazionale, con l’evidente speranza di non lasciare loro spazio sulla destra dello schieramento politico.
Così si è espresso Antonio Caso, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura, denunciando quella che considera una strumentalizzazione della scuola a fini propagandistici.
