Di Luca Franceschi
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Giuseppe Conte dovrebbe interrompere il suo tentativo di riscrivere la storia secondo le proprie esigenze propagandistiche. Le dichiarazioni rese da Paolo Borsellino ai giovani del Fronte della Gioventù nel 1990 costituiscono un dato storico inequivocabile: “Potrei anche morire da un momento all’altro, ma morirò sereno pensando che resteranno giovani come voi a difendere le idee in cui credono”. Questo passaggio testimonia chiaramente che le origini di Fratelli d’Italia risiedono nei valori più nobili dell’Italia: l’amore per la Patria, il senso dello Stato, il principio di legalità e la determinazione nella battaglia contro la criminalità organizzata.
I valori che il magistrato riconobbe in quei giovani continuano a rappresentare ancora oggi il fondamento ideologico del partito. Accusare Fratelli d’Italia di “appropriazione indebita” delle parole di Borsellino equivale a offendere la memoria di un uomo che ha sempre agito con libertà di pensiero e che consapevolmente ha scelto di rivolgere la propria voce a quei ragazzi, affidando loro un messaggio carico di fiducia nel futuro.
È vero che Paolo Borsellino appartiene al patrimonio collettivo di tutti gli italiani, tuttavia nessuno ha il diritto di falsificare i fatti storici né di strumentalizzarli per vantaggi politici contingenti.
Lo afferma Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati.
