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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «GIUSTIZIA, D’ORSO (M5S): IN DDL TOSSICODIPENDENZE MOLTE CRITICITA’ IMPORTANTI»

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19.01 - giovedì 23 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso ha espresso le sue preoccupazioni sul disegno di legge relativo alle tossicodipendenze durante la discussione generale in aula. La parlamentare ha sottolineato come sia profondamente convinta che non possa esserci rieducazione senza una preventiva disintossicazione, ritenendo la liberazione dalle dipendenze il presupposto fondamentale per intraprendere un vero percorso di recupero che dia senso concreto alla finalità rieducativa della pena.

D’Orso ha evidenziato come l’intento del Governo sia quello di fornire una risposta, definita decisamente tardiva, al gravissimo problema del sovraffollamento carcerario. In quasi quattro anni di Governo, infatti, non sarebbero state adottate politiche efficaci per le carceri, limitandosi a comunicare, solo su sollecitazione delle opposizioni, lo stato di avanzamento del piano di edilizia penitenziaria.

Pur apprezzando la presa in carico di queste problematiche complesse, la deputata pentastellata ha definito non del tutto condivisibili le soluzioni proposte, ritenendole piene di criticità. Ha sottolineato come non sia pensabile fare una sperimentazione sul campo, né ignorare le segnalazioni degli esperti auditi nel corso dell’iter legislativo.

La parlamentare ha ricordato che già oggi la normativa vigente prevede per i detenuti tossicodipendenti l’affidamento in prova al servizio sociale per proseguire o intraprendere l’attività terapeutica. Il problema principale, ha spiegato, risiede nella mancanza di posti sufficienti nelle strutture che accolgono i soggetti destinatari dei trattamenti di riabilitazione e terapeutici. I 14 milioni stanziati dal disegno di legge non saranno certamente sufficienti a colmare questa lacuna.

Un’altra criticità evidenziata riguarda l’organico dei magistrati di sorveglianza. Tutti i magistrati auditi hanno riferito che con l’attuale organico risulta già impossibile far fronte tempestivamente all’istruttoria di tutte le istanze, e la situazione non potrà che peggiorare quando le domande si moltiplicheranno.

Ulteriore limite segnalato è la soglia della pena residua. Attualmente fissata a sei anni, impedisce a chi compie molti reati e cumula tante condanne di accedere ai programmi di recupero e riabilitazione. Il testo eleva questa soglia a otto anni, ma in realtà non parla di pena residua derivante da cumulo e ne esclude l’applicazione nei confronti dei recidivi. A beneficiare dell’estensione della misura e del rilevante sconto della pena eseguita in carcere sarà quindi chi è stato destinatario di una condanna ad una sola pena, anche molto importante. Saranno esclusi solo i condannati per i reati ostativi, per i quali la soglia rimarrà di quattro anni massimo. D’Orso ha espresso preoccupazione sul fatto che questa cautela sia sufficiente per bilanciare le esigenze del detenuto tossicodipendente con il principio di certezza della pena.

La deputata ha inoltre chiesto di prevedere che quando il detenuto tossicodipendente sia condannato per uno dei reati di violenza di genere, possa accedere esclusivamente a programmi che prevedano la collocazione presso strutture residenziali dotate di un minimo di vigilanza e che venga applicato il braccialetto elettronico, per coniugare il trattamento con le esigenze di tutela delle vittime del reato.

Infine, D’Orso ha definito incredibile l’articolo 94-quater che introduce una forma di patteggiamento speciale. Secondo questa norma, l’imputato tossicodipendente o alcoldipendente può patteggiare otto anni a condizione di accettare di proseguire o intraprendere un trattamento terapeutico di riabilitazione. La parlamentare ha fatto notare che la pena minima per l’omicidio stradale o nautico aggravato dall’uso di sostanze stupefacenti o alcol è proprio di otto anni, e che quindi con questo provvedimento gli autori di questo reato potrebbero non scontare neanche un giorno di carcere, rivolgendo un’interrogazione diretta alla Lega, definita tanto sensibile al tema.

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