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COPPOLA (CONSIGLIO PAT – AVS) * ACCOGLIENZA: «DONNA RICHIEDENTE ASILO LASCIATA IN STRADA A TRENTO, VIOLATI I DIRITTI FONDAMENTALI»

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16.06 - venerdì 15 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Foto realizzata tramite l’Intelligenza artificiale)

Donna richiedente asilo lasciata in strada a Trento: “Violati i diritti fondamentali”. Raccolgo la segnalazione dello Sportello Casa per tutt* circa la grave situazione della signora El Amri Ichraf, richiedente protezione internazionale, che si trova attualmente priva di accoglienza e senza alcuna soluzione abitativa alternativa, nemmeno temporanea, presso un dormitorio notturno. Ad oggi, la signora versa in una condizione di assoluta precarietà e totale assenza di tutela abitativa, nonostante il diritto all’accoglienza sia garantito per tutta la durata della procedura di richiesta asilo ai sensi del D.lgs. 142/2015.

La mancata predisposizione di una sistemazione, anche solo emergenziale, rappresenta una grave violazione degli obblighi normativi vigenti ed espone la persona interessata a rischi immediati per la propria incolumità fisica e psicologica.
La situazione appare ancora più allarmante considerando che non risulta essere stata nemmeno attivata una collocazione provvisoria presso un dormitorio notturno, misura minima che avrebbe potuto garantire una protezione temporanea in attesa di un inserimento adeguato nel sistema di accoglienza.
Costringere una donna in condizione di particolare vulnerabilità a dormire per strada non può essere considerato un semplice problema organizzativo: si tratta di una forma di violenza istituzionale incompatibile con il rispetto dei diritti fondamentali della persona.
Ritengo inoltre doveroso sottolineare che questo episodio non costituisce un caso isolato, ma si inserisce in un quadro ormai strutturale di mancata presa in carico di donne in condizione di particolare vulnerabilità.

La questione era già stata sollevata pubblicamente durante la seduta del Consiglio provinciale del 7 maggio scorso, in occasione della denuncia relativa all’imminente chiusura del dormitorio femminile di via Saluga e all’assenza di soluzioni effettive per le donne richiedenti asilo escluse dai circuiti ufficiali di accoglienza. Particolarmente significativo appare inoltre il contrasto tra la situazione reale e quanto dichiarato dalla Provincia autonoma di Trento nella risposta a una mia precedente interrogazione sul tema dell’accoglienza delle donne senza dimora. In tale risposta si affermava che, a partire da novembre 2025, il sistema di accoglienza di bassa soglia sarebbe stato rafforzato mediante l’apertura di un nuovo dormitorio femminile e che “a tutte le domande presentate allo sportello per l’accoglienza di donne senza dimora viene data risposta”.

I fatti documentati sul territorio raccontano però una realtà profondamente diversa.
Questi episodi evidenziano una falla strutturale del sistema provinciale di accoglienza. Permane infatti una criticità già più volte segnalata: donne vulnerabili, dopo brevi permanenze in strutture di bassa soglia, vengono lasciate senza prospettive e senza continuità assistenziale, con gravi conseguenze sul piano sanitario, sociale e della sicurezza personale.
Le dichiarazioni istituzionali relative all’esistenza di strumenti di coordinamento e monitoraggio appaiono, alla prova dei fatti, insufficienti nel garantire risposte tempestive ed efficaci.
La distanza tra comunicazione istituzionale e realtà concreta rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni e di aggravare ulteriormente situazioni già estremamente critiche.
Mi unisco quindi alla richiesta di un intervento immediato delle istituzioni competenti affinché venga garantita senza ulteriori ritardi una soluzione dignitosa e sicura per la sig.ra El Amri Ichraf e per tutte le donne oggi escluse dal sistema di accoglienza.

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Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra
Lucia Coppola

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