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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «NUCLEARE, CAPPELLETTI (M5S): NON ABBASSEREMO COSTI ALLE IMPRESE CON SMR CHE NON ESISTONO»

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18.25 - martedì 26 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha recentemente espresso sostegno all’introduzione dei piccoli reattori nucleari modulari (SMR) nelle aree industriali italiane, arrivando a ipotizzarne l’installazione perfino all’interno delle fabbriche, con l’obiettivo di abbattere i costi energetici per le imprese. Una proposta che ha suscitato forti perplessità nel deputato del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti, che ha sollevato numerosi interrogativi sulla concreta fattibilità di questa soluzione.

Cappelletti ha chiesto al presidente di Confindustria di citare almeno un caso concreto nel mondo in cui siano stati effettivamente realizzati impianti SMR che abbiano portato a una riduzione dei costi energetici per le imprese. Il parlamentare pentastellato si domanda su quali basi si possa affermare con certezza che gli SMR faranno diminuire i costi dell’energia, quando tutti i principali centri studi nazionali e internazionali, a partire da Bankitalia, sostengono esattamente il contrario.

Le questioni economiche sollevate dal deputato M5S sono molteplici e riguardano aspetti cruciali: chi si farebbe carico dei costi di realizzazione di questi impianti? Chi garantirebbe i crediti necessari per gli investimenti e per l’acquisto dell’energia prodotta a prezzi che si preannunciano molto elevati? Esiste davvero in Italia un’azienda disposta ad assumersi il rischio di investire sugli SMR senza l’intervento e le garanzie dello Stato?

Cappelletti non nega che l’Italia paghi effettivamente l’energia più cara d’Europa, ma si chiede come si possa ancora riporre fiducia nelle scelte del governo Meloni in materia energetica. Secondo il deputato, dall’inizio del mandato dell’attuale premier, tutte le decisioni prese in ambito di politica energetica si sarebbero rivelate sbagliate, portando il Paese a 35 mesi consecutivi di calo della produzione industriale.

Il parlamentare solleva poi un interrogativo di fondo: se il nucleare fosse davvero la soluzione ai problemi energetici, come mai la sua quota a livello globale si sta riducendo costantemente da 40 anni? L’abbassamento del costo dell’energia in Italia è certamente un obiettivo imprescindibile, ma vanno individuate le strade giuste per raggiungerlo.

A sostegno della sua tesi, Cappelletti porta l’esempio della Spagna. Quando Meloni è arrivata al governo, la Spagna pagava l’energia più o meno quanto l’Italia, nonostante disponesse già del nucleare. Il paese iberico ha poi chiuso due dei suoi impianti nucleari e programmato la dismissione degli altri cinque nei prossimi anni. Contemporaneamente, per quattro anni la Spagna ha investito massicciamente nelle energie rinnovabili, lo stesso periodo in cui l’Italia, con il plauso di Confindustria, puntava invece sul gas.

Il risultato di queste scelte opposte è oggi evidente: le aziende spagnole pagano l’energia la metà rispetto a quelle italiane. Cappelletti chiede quindi chi abbia completamente sbagliato e continui a sbagliare le proprie politiche energetiche: il premier spagnolo Sanchez o la presidente del Consiglio italiana Meloni?

Il deputato pentastellato esprime delusione per la posizione di Confindustria, da cui si sarebbe aspettato una visione concreta e orientata verso soluzioni realmente realizzabili, con un impatto rapido sui prezzi dell’energia. Gli riesce difficile comprendere perché l’organizzazione degli industriali si schieri invece a favore di quello che definisce un azzardo economico, una prospettiva basata su tecnologie non ancora mature che potrebbero non concretizzarsi mai, quando esistono già soluzioni tecnologiche economiche e sicure per ridurre il costo dell’energia.

La proposta alternativa di Cappelletti è chiara: lavorare concretamente per sbloccare i 131 gigawatt di impianti rinnovabili attualmente in attesa di autorizzazione e dimenticati nei cassetti dei ministeri. Il problema del costo dell’energia troppo elevato, conclude il deputato M5S, deve essere risolto e deve essere risolto immediatamente, con strumenti reali e già disponibili, non con promesse basate su tecnologie ancora da sviluppare.

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