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SIM CARABINIERI * RIFORMA SANITÀ MILITARE: «TEMPI FOLLI, ZERO INFORMAZIONI E RISORSE FANTASMA»

Scritto da
07.51 - sabato 22 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il SIM Carabinieri esprime forte contrarietà per le modalità con cui è stato trasmesso lo schema di decreto legislativo relativo alla riforma della Sanità Militare, inviato con una semplice lettera e corredato dalla richiesta di far pervenire osservazioni entro il 10 dicembre. Una tempistica così ridotta, imposta senza alcun preavviso, è del tutto inadeguata per affrontare una riforma che ridisegna radicalmente:

– la struttura organizzativa e ordinativa della Sanità Militare;
– gli organi centrali e periferici;
– la sanità di aderenza e di sostegno;
– l’offerta sanitaria per tutto il personale militare e civile della Difesa;
– l’integrazione con il Servizio Sanitario Nazionale;
– ruoli, carriere, reclutamento, avanzamento e formazione del personale sanitario;
– l’istituzione, dal 1° gennaio 2027, del Corpo Unico della Sanità Militare.

Una riforma di questa portata non può essere compressa in pochi giorni di consultazione. Il metodo seguito desta preoccupazione: già in passato norme scritte nottetempo, come quelle relative alle APCSM, hanno generato danni e pastrocchi normativi che, lo diciamo con franchezza, farebbero arrossire perfino i “somari”. Ripetere lo stesso approccio su una riforma di questa grandezza è irresponsabile. La documentazione trasmessa non contiene:

– quantificazione dei costi;
– indicazione delle coperture finanziarie;
– analisi d’impatto sul personale;
– valutazioni operative, logistiche e previdenziali;
– un quadro tecnico completo per formulare osservazioni serie.

Come è possibile esprimere un parere approfondito senza dati, senza tempo e senza trasparenza?
Prima di ridisegnare la Sanità Militare sarebbe necessario intervenire sulle criticità esistenti:
– organici insufficienti,
– carenze di specialisti,
– infrastrutture obsolete,
– tempi di attesa infiniti per accertamenti sanitari,
– servizi di aderenza in sofferenza,
– previdenza complementare ancora priva di risorse,
– stipendi non adeguati alle responsabilità e ai sacrifici del personale.


La relazione afferma che l’articolo 19 reca la clausola di invarianza finanziaria. A questo punto è doveroso chiedere: Abbiamo capito bene? Questa riforma epocale si sostiene davvero “a costo zero”? Oppure:
– si prevede di finanziarla con la prossima Legge di Bilancio?
– sono già stati individuati fondi dedicati?
– si intende utilizzare la quota di incremento fino al 5% delle spese militari?

Perché, se i fondi esistono davvero, sarebbe auspicabile – e doveroso – discutere se tali risorse possano finalmente essere destinate anche al personale tutto, che da anni attende interventi concreti. Se invece la riforma non ha coperture dedicate, allora la domanda diventa ancora più seria: come si sostiene un’operazione di questa portata senza nuovi fondi? E cosa verrà tagliato per farla funzionare?

SIM Carabinieri chiede:
1. proroga immediata del termine del 10 dicembre.
2. trasmissione completa di tutti gli atti tecnici ed economici.
3. un confronto vero, non formale.
4. pubblicazione della stima dei costi e delle coperture.
5. garanzia che la riforma non sottragga risorse alle criticità già esistenti.
Una riforma così ampia e delicata merita tempi adeguati, informazioni complete e massima trasparenza. Il personale sanitario merita rispetto, non consultazioni-lampo su provvedimenti che stravolgono il sistema sanitario della Difesa.

*
SIM CARABINIERI

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