Di Luca Franceschi
///
La mobilitazione del comparto balneare italiano continua a manifestarsi con forza determinata. A Viareggio, diciotto stabilimenti hanno promosso una causa civile per ottenere il riconoscimento della validità delle concessioni e il risarcimento dei danni derivanti dalla Direttiva Bolkestein. In Calabria, invece, è stata approvata una legge regionale che prevede una valutazione preventiva della scarsità della risorsa e dell’interesse transfrontaliero prima di avviare procedure di gara.
Riccardo Zucconi, esponente di Fratelli d’Italia, Segretario di Presidenza e membro della X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, commenta così la decisione del Consiglio dei Ministri del 2 luglio di non impugnare la legge della Regione Calabria: “Il Governo Meloni ha dimostrato fin dal suo insediamento un forte impegno a tutela del settore”.
Attraverso il Tavolo tecnico demaniale è stata promossa per la prima volta una mappatura scientifica delle coste, che ha dimostrato come la scarsità della risorsa in Italia di fatto non esista. In accordo con la giurisprudenza della Corte di Giustizia, la scarsità non può rappresentare una formula astratta, bensì deve essere accertata sul campo dalle amministrazioni competenti. La Calabria ha agito correttamente vincolando le gare a questa verifica, poiché senza dati certi si correrebbe il rischio di mettere a bando attività che hanno il legittimo diritto di proseguire la loro operatività. Prima di qualsiasi procedura comparativa generalizzata è indispensabile, infatti, recepire i dati della mappatura.
La decisione di non impugnare la norma calabrese rappresenta un segnale chiaro e costituisce un modello auspicabile per le altre Regioni. L’impegno prosegue al fianco dei territori per tradurre queste istanze in norme certe, salvaguardando il modello balneare italiano e la dignità di migliaia di imprese e famiglie.
