Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco sulla questione delle spese militari dopo le dichiarazioni del ministro Crosetto che ha confermato lo stanziamento di 19 miliardi aggiuntivi per la difesa nella prossima legge di bilancio.
I capigruppo M5S nelle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Alessandra Maiorino, pongono una questione fondamentale: da dove verranno reperite queste ingenti risorse economiche.
Secondo i pentastellati, qualunque sia la strada scelta dal governo per reperire questi fondi, che si tratti di rivolgersi all’Europa attraverso il Safe oppure ai mercati finanziari con l’emissione di Bot, il risultato sarà comunque un incremento del debito pubblico che graverà sui prossimi esecutivi.
I rappresentanti del M5S parlano apertamente di eredità pesante che l’attuale governo Meloni lascerà agli italiani, sottolineando con ironia i “sentiti ringraziamenti” dei cittadini per questa scelta.
Ma non è tutto. I pentastellati denunciano anche la prospettiva di centinaia di miliardi da investire entro il 2035 per raggiungere l’obiettivo del 5% del Pil da destinare alla difesa, invece di fermarsi al 2% come ha fatto la Spagna, dimostrando maggiore autonomia decisionale.
La critica si fa ancora più dura quando si parla di priorità: secondo Lomuti e Maiorino, i cittadini italiani vorrebbero vedere quei 19 miliardi destinati a settori ben diversi dalla difesa, come la sanità, l’istruzione e le infrastrutture, con particolare riferimento al sistema ferroviario che necessita di interventi urgenti.
La conclusione del Movimento 5 Stelle è netta: questo governo sembra dare più peso alle richieste provenienti da Trump che ai bisogni reali dei cittadini italiani.
