Di Luca Franceschi
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Il Parlamento europeo ha approvato oggi una risoluzione che chiede una legislazione dell’Unione europea contro lo stupro basata sull’assenza di consenso. Questa decisione arriva dopo una simile risoluzione adottata dal Consiglio d’Europa e rappresenta un passo importante verso l’armonizzazione delle norme in materia di violenza sessuale.
Si tratta di un principio di civiltà giuridica che dovrebbe essere già pienamente acquisito anche in Italia. Tuttavia, mentre l’Europa richiede standard chiari, centrati sulla vittima e allineati alla Convenzione di Istanbul, nel nostro Paese si registrano ancora ritardi e incertezze.
Particolarmente grave appare la situazione del disegno di legge Bongiorno, attualmente fermo al Senato. I continui rallentamenti nell’iter di questo provvedimento rappresentano un segnale incomprensibile di fronte all’urgenza di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela delle vittime di violenza di genere.
La violenza contro le donne costituisce una priorità assoluta che richiede interventi immediati e concreti. Sono necessarie norme efficaci, una formazione adeguata degli operatori e un sistema di supporto reale e accessibile per le vittime.
Le parlamentari del Movimento 5 Stelle che fanno parte della commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere chiedono al Governo e alla maggioranza di smettere di rinviare le decisioni e di assumersi la responsabilità di portare a termine le riforme necessarie. Ogni ritardo pesa sulla vita delle donne e non può essere più tollerato.
